“Il governo ci ascolti, la nostra è una protesta mite. Se proprio si deve fare, si sposti il gasdotto più a nord”. A lanciare l’appello all’esecutivo Gentiloni da piazza Montecitorio, è il governatore pugliese ed esponente Pd Michele Emiliano, insieme a un centinaio di sindaci della provincia di Lecce, critici verso l’attuale progetto del gasdotto, previsto nella zona di Meledugno. “Io sono qui perché me l’hanno chiesto gli amministratori pugliese. C’e’ un uomo, l‘oncologo Giuseppe Serravezza (anche lui in piazza, ndr), che ha iniziato lo sciopero della fame e della sete. Noi siamo qui anche perché smetta lo sciopero”, ha continuato il presidente Emiliano, tra i cori lanciati dai manifestanti in presidio contro il progetto della Tap.  “Dubito che il governo voglia realizzare un’opera contro il volere della popolazione: sarebbe uno spreco Questa non è una protesta politica, se qualcuno vuole fare una battaglia politica vada da un’altra parte: qui ci sono sindaci di tutti colori”, ha concluso Emiliano, arrivato a Montecitorio con le stampelle. Anche l’oncologo Serravezza, che ha sospeso da qualche giorno lo sciopero della fame e della sete per essere presente all’iniziativa, rilancia ai microfoni de Ilfattoquotidiano.it: “Si riconsideri il sito. E si deve decarbonizzare subito l’area di Taranto e Brindisi. Con senso di responsabilità si può andare avanti con quest’opera, ma senza che questa si trasformi in un nuovo danno per le popolazioni locali”. Per poi aggiungere: “Ricominciare lo sciopero se il governo non ci ascolterà? Vedremo, ho senso di responsabilità verso i miei malati”.
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