Tre esplosioni si sono verificate davanti al pullman del Borussia, a Dortmund, lungo il percorso che portava la squadra allo stadio, dov’era in programma la partita dei quarti di finale di Champions League contro il Monaco. Un calciatore, il nazionale spagnolo Marc Bartra, 26 anni, è rimasto leggermente ferito a una mano e trasportato in ospedale: le ferite sono dovute ai finestrini andati in frantumi in più punti. Gli esplosivi, secondo le prime informazioni, sono stati piazzati sulla strada prima del passaggio del bus, dietro alcuni cespugli, secondo la Süddeutsche Zeitung. Le esplosioni sono avvenute a 10 chilometri dallo stadio, lungo la Wittbraeucker Strasse. Fonti della Dpa hanno detto che che non c’è alcun indizio di un attentato terroristico, ma il capo della polizia Gregor Lange in conferenza stampa ha detto: “È stato un attacco mirato alla squadra del Borussia Dortmund. Il movente non è ancora chiaro e nulla può essere escluso, neppure le ipotesi peggiori“. Il rappresentante della Procura locale ha anche detto che un avviso scritto, con una rivendicazione per l’attacco, è stato ritrovato nei pressi del bus: “Attualmente ne viene verificata l’autenticità”.

La partita è stata rinviata al 12 aprile alle 18.45. A poco meno di un’ora dall’inizio dell’andata del quarto di finale di Champions League, allo stadio Westfalen – che ora si chiama Signal Iduna Park – l’annunciatore Norbert Dickel ha informato gli spettatori nello stadio dell’incidente e ha chiesto calma e pazienza. E’ stato chiesto di aspettare 30 minuti prima di iniziare a defluire dallo stadio. Intanto, sempre su Twitter, la polizia della città tedesca ha annunciato di aver dispiegato un importante dispositivo di sicurezza intorno allo stadio. I tifosi del Monaco presenti nello stadio hanno intonato “Dortmund, Dortmund“. Il gesto è stato accolto con un applauso dall’intero stadio. Sul suo account ufficiale il Borussia Dortmund ha ringraziato i fan del Monaco per la pazienza, la comprensione e i cori. E per tutta risposta è partito anche l’hashtag lanciato su Twitter dal Borussia #bedforawayfans, cioè – più o meno – letti per i tifosi avversari.

Il direttore generale del Borussia Hans-Joachim Watzke poche ore dopo ha commentato: “L’intera squadra è in qualche modo scioccata. Dobbiamo cercare di elaborare. Non sarà facile, domani dobbiamo giocare. Immagini del genere non escono dalla testa”, ha detto. E il portiere Roman Buerki: “Io ero seduto nell’ultima fila, vicino a Marc Bartra, che è rimasto ferito dai pezzi di vetro in frantumi. Dopo l’esplosione ci siamo tutti rannicchiati, chi ha potuto si è steso a terra. Non sapevamo che altro sarebbe accaduto”.

Nella Germania con i nervi tesi a causa del terrorismo internazionale, gli avvenimenti di questa sera vengono seguiti con il fiato sospeso dai tedeschi, che sperano si sia trattato di una provocazione sportiva. Ma altri media evocano altre piste.

Risale al 19 dicembre l’attentato compiuto dal tunisino Anis Amri, che attaccò con un camion il mercatino di Natale della chiesa della Memoria di Berlino, uccidendo 12 persone e ferendone 50. Il pensiero è andato anche al 17 novembre del 2015, quando fu annullata, a pochi minuti dall’inizio, la partita di calcio amichevole Germania-Olanda a causa di un allarme attentato. E i media tedeschi stanno ricordando con insistenza anche l’attentato nel novembre dello stesso anno a Parigi, che colpì anche lo Stade de France.

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