“Non condivido i metodi di Vincenzo De Luca, ma se tutto il Sud fosse stato amministrato come Salerno, avremmo un punto di Pil in più”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi li chiama i “metodi di De Luca” e lì dentro racchiude tutte le uscite del presidente della Regione Campania nell’ultima settimana, compresa l’incitazione al voto clientelare. Quindi non solo le parole su Rosy Bindi sulle quali il governatore ha poi chiesto scusa, ma anche e soprattutto l’intervento davanti a diversi sindaci campani il cui contenuto è stato pubblicato dal Fatto Quotidiano e poi con un audio esclusivo da ilfattoquotidiano.it (notizia ripresa ieri e oggi con alcuni articoli dal Corriere della Sera). Renzi, sul punto, non aveva risposto durante la puntata di Otto e mezzo di venerdì.

E si può dire che non lo fa nemmeno ora, a una domanda precisa di Alessandro Milan durante  24Mattino, su Radio24. Domanda di Milan: “C’è questo audio del governatore De Luca che agli amministratori in sostanza dice non deve fregarvene niente se vi piace Renzi, ma soldi porta tanti soldi per la Campania. Questa cosa non la imbarazza, messa così?”. Risposta di Renzi: “Anche questo è un grandissimo tema di approfondimento per chi vuole capire il quesito referendario”. Milan precisa: “Ma è legato al referendum” e d’altra parte De Luca parlava per spostare voti, con i grandi complimenti al sindaco di Agropoli: “Fai quello che cazzo vuoi, ma porta 4mila persone a votare“. 

Ma Renzi va avanti sulla stessa frequenza: “Pur di non parlare del quesito, siamo a discutere di tutto, quindi parliamo anche di De Luca. Enzo De Luca ha un metodo che come noto non è il mio e di fronte alle sue dichiarazioni su Rosy Bindi io sono stato tra i più duri a dire che aveva profondamente sbagliato e lui ha chiesto scusa. Nel merito i soldi per la Campania: sì, stiamo portando molti soldi per la Campania perché è una vergogna che alcune regioni non siano messe nelle condizioni di fare ciò che serve al Paese: se Pompei crolla fa una figuraccia tutto il Paese, non solo la Campania, da quando ci siamo noi fa notizia perché funziona; su Bagnoli abbiamo messo soldi per la bonifica e commissariato dopo anni”. Renzi cita anche la Reggia di Caserta che “con il nuovo direttore registra il 70% in più di biglietti“. E conclude ricordando l’impegno per Bagnoli, su cui “abbiamo messo i soldi e commissariato per restituire ai napoletani una delle aree più belle del mondo”. Di fronte a questo “De Luca, che non ha un metodo che è il mio, da sindaco di Salerno è stato uno degli amministratori che ha fatto meglio. Ci sono due De Luca in testa: quello di Crozza e quello che ha fatto il sindaco a Salerno, ha rovesciato quella città, facendone un esempio di buona amministrazione. Non condivido il suo metodo ma vedo che se tutto il Sud fosse stato amministrato come Salerno, avremmo un punto di Pil in più e io ho un problema di Pil perché il Nord è ripartito anche se ancora si può fare meglio ma se non parte il Sud siamo rovinati”.

Una linea che d’altra parte riflette la battuta che Renzi ha fatto nel fine settimana a Caserta: De Luca è arrivato in ritardo all’iniziativa in sostegno del Sì e Renzi ha detto di perdonarlo “a patto che non faccia dichiarazioni, l’altro giorno mi è toccato anche difenderti”. Nel Pd per il momento tutto tace, ad eccezione della senatrice Lucrezia Ricchiuti che a ilfatto.it ha annunciato che si attiverà per avviare una procedura contro De Luca alla commissione di garanzia nazionale del partito, della quale la parlamentare fa parte. Per il momento c’è un esposto alla Procura del leghista Roberto Calderoli: un’iniziativa, spiega l’ex ministro, per “verificare se ci sono fatti penalmente rivelanti”.

Ma a sollevare la questione sono anche altre forze politiche. Luigi Di Maio, M5s, rileva la differenza tra i Cinquestelle che sul caso delle firme false a Palermo chiedono chiarezza e responsabilità e il Pd che non fa “altrettanto quando il presidente della Regione Campania incita al voto di scambio”. “Renzi – dichiarano i parlamentari M5s delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato – continua a tacere”. Non solo, aggiungono: “Gli ha pure dato una pacca sulla spalla e lo ha incoraggiato ad andare avanti”. Carlo Giovanardi, senatore di Idea, annuncia invece di aver chiesto alla presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi di riunire al più presto l’ufficio di presidenza della commissione per la valutazione delle indicazioni di De Luca ai sindaci “tali da inquinare, se sviluppate, l’intero risultato referendario. Giovanardi ha anche sottolineato l’inopportunità dell’invito proprio al sindaco di Agropoli Franco Alfieri, visto che “è indagato dalla Procura di Vallo della Lucania per voto di scambio e per altri reati connessi con il suo legame con la famiglia Marotta di Agropoli che controlla città e territorio”. Sempre sulle parole di De Luca interviene anche Maurizio Gasparri (Forza Italia): “Ci sono affermazioni che giustificherebbero un’azione d’ufficio. O forse la Procura considera De Luca sopra la legge?”.

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