Risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti, prestito d’onore per il riavvio delle attività produttive, cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese, rinvio di imposte e tasse per singoli e imprese in grado di documentare che l’impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso 24 agosto. Per assicurare legalità e trasparenza in tutte le fasi della ricostruzione, oltre alla supervisione dell’Anac, sono previste una centrale unica di committenza, un albo delle imprese e uno dei professionisti, oltre a garantire dati costantemente aggiornati. Sono queste alcune delle misure previste nel decreto che dà il via libera agli interventi urgenti per i territori distrutti. Il testo è stato approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri.

Al termine della riunione, durata in tutto una quarantina di minuti, non è stata convocata nessuna conferenza stampa per illustrare nel dettaglio i provvedimenti presi. L’incontro con i giornalisti è previsto nel pomeriggio. Palazzo Chigi ha diffuso una nota dove vengono elencati sommariamente gli interventi urgenti da attuare. Il decreto è composto da 53 articoli, una sorta di “vademecum della ricostruzione”, si legge nel comunicato, dove vengono fissati “i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica” con l’obiettivo di essere “per quanto possibile, esaustivo”. Viene anche stabilita la governance della ricostruzione: il Commissario Errani sarà affiancato da 4 vicecommissari, i presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, e da quattro uffici speciali per la ricostruzione, uno per ogni regione.

“Avevamo promesso. Non vi lasceremo soli. E così faremo. Tutti insieme”. Ha scritto Matteo Renzi su Twitter subito dopo il Consiglio dei ministri. Poi è partito per raggiungere Casette d’Ete, dove ha fatto visita allo stabilimento di Tod’S. Insieme al premier, Diego e Andrea Della Valle, il commissario straordinario Vasco Errani, il capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio, il sottosegretario Claudio de Vincenti. Renzi ha ringraziato i due imprenditori che apriranno una fabbrica nella zona terremotata di Arquata del Tronto: “Chi ha di più, mette di più”, ha detto il padron della Tod’S Diego Della Valle.  “Stamattina – ha aggiunto il premier – abbiamo approvato il decreto legge per la ricostruzione, non anticipo i contenuti, perché lo presenteremo oggi pomeriggio a palazzo Chigi. Ma mi sembrava bello parlarne prima con i sindaci dei comuni più colpiti, Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice da quella che è stata vissuta come una tragedia nazionale”. “Anche gli imprenditori del Lazio seguano l’esempio di Diego Della Valle”, ha invitato Renzi che dopo l’appuntamento allo stabilimento si è recato nelle zone colpite dal sisma.

Arrivato ad Accumoli, il primo ministro ha voluto visitare la zona rossa assieme sindaco Stefano Petrucci. “Dove c’è presenza forte della comunità, la reazione è forte e bella. Se non ci dividiamo, se non ci sono polemiche e litigi, le cose si fanno bene, altrimenti ci si mette di più. L’Italia è più forte di questi eventi. Facciamo squadra”, ha dichiarato Renzi all’incontro con gli altri primi cittadini dei Comuni colpiti che si è svolto nel Centro di coordinamento regionale della Protezione civile delle Marche lungo la Salaria, tra Pescara del Tronto e Accumoli. Poi l’annuncio a margine dell’incontro: “Anche le seconde case del cratere saranno ristorate ed è questa la novità del decreto”. Ai giornalisti che gli chiedevano se il ristoro dei danni valesse anche per le seconde case extra cratere, Renzi ha risposto: “Ci sono dinamiche diverse“, rinviando gli approfondimenti alla conferenza stampa indetta oggi pomeriggio.

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