Condannato in primo grado, assolto in secondo. Ieri la Cassazione ha messo il sigillo finale al processo che vedeva imputato per abuso d’ufficio Vincenzo De Luca confermando l‘assoluzione. Cuore del processo la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per la costruzione di un termovalorizzatore nella città campana per cui in secondo grado la procura generale aveva chiesto la condanna a 11 mesi di reclusione.

La vicenda risale al 2008 quando De Luca era sindaco di Salerno. I giudici dell’appello in motivazione avevano scritto che la “costruzione accusa poggia su basi scarsamente consistenti sia sul piano della prova che della logica”. La condanna in primo grado per il presidente Pd della Regione aveva determinato nei confronti di De Luca la sospensione dall’incarico di presidente della Giunta regionale per effetto della legge Severino, provvedimento poi sospeso dal tribunale in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale sul suo caso.

“Accogliamo con soddisfazione la conferma dell’assoluzione del presidente De Luca nel processo sulla realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. La decisione della Cassazione – dice il segretario del Pd Campania, Assunta Tartaglione – mette la parola fine a una vicenda spesso oggetto di strumentalizzazioni politiche. È una bella notizia innanzitutto per i cittadini campani, che hanno scelto il presidente della Regione per la concretezza e il pragmatismo, che vanno di pari passo con l’integrità morale e il rispetto delle leggi”.

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