La procura di Rieti, nell’ambito delle indagini già in corso da ieri sul sisma che ha colpito la zona di Amatrice, ha aperto un unico fascicolo “contenitore” con l’ipotesi di reato di disastro colposo. L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Giuseppe Saieva e vede impegnati tutti i magistrati della procura reatina. Saieva ha compiuto un primo sopralluogo nella giornata di ieri disponendo una serie di sequestri. L’inchiesta dovrà fare luce anche sui crolli che hanno interessato edifici ristrutturati recentemente, come la scuola di Amatrice e il campanile crollato ad Accumoli.

La scuola di Amatrice “Romolo Capranica” (che ospita diversi ordini e gradi, dalle scuole d’infanzia alle medie) era stata inaugurata nel 2012 dopo alcuni lavori di ristrutturazione che avevano riguardato anche l’adeguamento della “vulnerabilità sismica”. Ma dopo il terremoto dell’altra notte la parte sinistra della struttura, soprattutto la facciata, è crollata. Il taglio del nastro era avvenuto il 13 settembre del 2012. In quella sede fu spiegato dal sindaco Sergio Pirozzi che i lavori avevano interessato la fasciatura di tutti i pilastri con fibre di carbonio, il rinforzo tradizionale dei pilastri centrali, la messa in sicurezza delle tamponature esterne e delle tramezzature interne”. Costo totale dell’operazione oltre mezzo milione di euro. Il caso della scuola, assicura il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, “sarà oggetto di indagine. L’edificio in realtà non è crollato ma lesionato”. “Sono fondi Miur del 2004 messi a bando nel 2011 – spiega il governatore – A noi risultano stanziamenti anche a Amatrice per 29 edifici. I tempi sono quelli che abbiamo detto. Dico che in questi Comuni medievali un sisma pari a quello dell’Aquila ha fatto collassare tutto il paese. Le strutture rimaste in piedi sono l’Alberghiero e un albergo nella parte alta della città. L’ospedale è lesionato ma non è venuto giù. Ora è usato per il riconoscimento delle salme da parte del pm. E’ un meccanismo farraginoso? Bisognerà vedere nel merito. Molti cantieri sono aperti”.

Il campanile di Accumoli, invece, è la causa della morte di un’intera famiglia: Andrea Tuccio, la moglie Graziella e dai figli piccoli Riccardo e Stefano. La casa dei Tuccio è stata travolta dal crollo del campanile, altrimenti, forse, avrebbe resistito. Il campanile era stato restaurato tre volte a partire dal 1979, anno del primo forte sisma nella zona tra Umbria, Marche e Lazio. L’ultima riqualificazione era stata eseguita di recente, con i soldi della ricostruzione del terremoto del 1997. Ma non è bastata. “La scossa è stata talmente forte che non poteva reggere” ha spiegato il sindaco Stefano Petrucci. Non c’è stata “imperizia” nel restauro, ha aggiunto. “La morte di una famiglia intera è un dramma, i figli erano cresciuti con i miei – ha detto commosso -, ma non strumentalizziamo. Un campanile di otto metri anche restaurato da poco con il terremoto è lecito che crolli. Non abbiamo fatto noi i lavori, ma non c’è stata imperizia”. Secondo il sindaco “non possiamo dare la colpa al progettista o a chi ha eseguito i lavori. Non possiamo fare i campanile delle chiese in acciaio o in cemento armato, lo dico da tecnico. Comunque il comune non è entrato nel restauro che è stato fatto con i fondi dell’ex commissario per il sisma del ’97”.

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