Fulvio che rientrava al lavoro dopo le ferie. Antonio che era andato a scuola per fare un esame. Jolanda che si sarebbe sposata a settembre e che è stata riconosciuta grazie al suo anello con una pietra nera da cui non si separava mai. Sono queste alcune delle storie delle 23 vittime accertate dello scontro fra treni in Puglia avvenuto il 12 luglio tra Andria e Corato. Le identificazioni sono ancora in corso e a mano a mano che passano le ore si ricostruiscono le vite dei passeggeri che non ce l’hanno fatta. C’è Enrico, dirigente bancario in pensione, che viveva tra Torino e Cuba. Ma anche Donata che ha tenuto in braccio il nipotino Samuele per tutto il tempo: lei non ce la fatta, mentre il piccolo è stato estratto vivo dalle macerie dalla Protezione Civile.

Ventitré sono le vittime accertate. Di queste una deve ancora essere identificata perché manca la denuncia dei familiari: si tratta di un uomo tra i 55 e i 60 anni. Le 22 salme identificate che si trovano nell’’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari sono di Pasquale Abbasciano di Andria (macchinista treno 1016), Giuseppe Acquaviva di Andria, Serafina Acquaviva di Andria, Maria Aloisi di Bari, Alessandra Bianchino di Trani, Rossella Bruni di Trani, Pasqua Carnimeo di Modugno, Enrico Castellano di Ostuni, Luciano Caterino di Ruvo di Puglia (macchinista treno 1021), Michele Corsini di Milano, Albino De Nicolo di Terlizzi (capotreno del convoglio 1016), Salvatore Di Costanzo di Bergamo, Giulia Favale nata in Francia, Nicola Gaeta di Bari, Jolanda Inchingolo di Andria, Benedetta Merra di Andria, Donata Pepe di Cerignola, Maurizio Pisani di Pavia, Fulvio Schinzari di Galatina, Antonio Summo di Terlizzi, Francesco Ludovico Tedone di Terlizzi, Gabriele Zingaro di Andria. Il capotreno del convoglio 1021 Nicola Lorizzo è ricoverato in codice rosso al Policlinico di Bari.

vittime 675

Scontro treni in Puglia, il 15enne che tornava dagli esami e Jolanda sposa a settembre: storie di chi non ce l’ha fatta

AVANTI
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Scontro treni, il luogo del disastro nel video girato dall’elicottero della polizia

prev
Articolo Successivo

Scontro treni, presidio per parenti vittime a Bari. Pm Trani: “Presto per ricostruzioni”

next