“È stata la cosa più difficile che la Nasa abbia mai fatto” dice il responsabile scientifico della missione Scott Bolton. La sonda Juno dell’agenzia spaziale Usa è entrata infatti nell’orbita di Giove. Mai finora un veicolo è stato così vicino al pianeta più grande del Sistema solare. I nove strumenti a bordo, due dei quali sono italiani, si metteranno al lavoro per rispondere alle tante domande aperte sul pianeta gigante, come la composizione del nucleo e l’ambiente estremo in cui è immerso, dove le radiazioni sono più intense che in qualsiasi altro luogo del nostro sistema planetario.

Una vera e propria impresa. Quando il motore della sonda si è spento e il veicolo ha raggiunto la posizione corretta nell’orbita di Giove per cominciare la prima delle 37 orbite previste alla Nasa hanno (giustamente) esultato. Per raggiungere il punto previsto nell’orbita di Giove, Juno ha acceso il suo motore principale per 35 minuti e 2 secondi. “Il mio motore principale sta andando, Sto bruciando, bruciando, bruciando per te, Giove!”, si legge nel tweet pubblicato in quel momento dalla missione della Nasa. Lanciata il 5 agosto 2011, Juno (JupiterNear-polarOrbiter) è stata realizzata dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e ha viaggiato per cinque anni, percorrendo quasi tre miliardi di chilometri. Juno, alla quale Google ha dedicato il doodle, è la prima missione a sorvolare i poli del pianeta. Con i suoi nove strumenti, due dei quali italiani, nei prossimi due anni raccoglierà dati sul pianeta che con la sua mole ha condizionato la storia del nostro sistema planetario.

La manovra era particolarmente delicata, poiché era necessario che il personale sulla Terra mettesse la sonda in una posizione precisa, accendesse i motori nel momento giusto e che li tenesse attivi per 35 minuti. Se anche un particolare minimo fosse andato storto, Juno avrebbe mancato l’entrata nell’orbita e sarebbe partita per la tangente, mandando in fumo una missione da un miliardo di dollari. Ora che la sonda sta ruotando intorno a Giove, può iniziare i suoi esperimenti, che dureranno 20 mesi. Il compito di Juno sarà di penetrare con i suoi strumenti le spesse nubi che ricoprono il pianeta, creare una mappa del suo enorme campo magnetico ed esaminare la sua atmosfera per capire se come sia fatto il nucleo di Giove. Juno andrà anche alla ricerca di acqua nella spessa atmosfera del pianeta, dettaglio fondamentale per capire a che distanza dal sole si sia formato il pianeta. 

Fatto for future - Ricevi tutti i giovedì la rubrica di Mercalli e le iniziative più importanti per il futuro del pianeta.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

La sonda Juno incontra Giove. Studierà il pianeta come mai si era fatto prima

next
Articolo Successivo

Dagli Usa le staminali muscolari “in sonno”: una riserva per riparare tessuti danneggiati o malati

next