Via libera del cda di Snam allo scorporo di Italgas. La società colloca le sue attività legate alla distribuzione del metano in una nuova società, che approderà in borsa entro il 2016. Il nuovo soggetto opererà in modo indipendente, con un proprio management e un proprio consiglio di amministrazione, e sarà quotato presso il Mercato telematico azionario (Mta) di Milano.

Il nuovo piano strategico di Snam, post separazione di Italgas, prevede 4,3 miliardi di euro di investimenti in Italia nel trasporto e stoccaggio. Di questi, si legge in una nota, 900 milioni sono da realizzarsi nel 2016 per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture italiane e la loro interconnessione con quelle europee. Il piano prevede una Rab (capitale investito) in crescita dell’1% annuo rispetto ai 19,2 miliardi di euro stimati a fine 2015. Il progetto punta a “un incremento dell’utile netto” anche grazie “al conseguimento di efficienze operative, crescente apporto dei proventi da partecipazioni e riduzione attesa dei costi finanziari”.

Intanto, dopo la scissione, Italgas ha previsto rifinanziamenti per 3,9 miliardi di euro. In particolare l’indebitamento finanziario netto consolidato pro-forma di Italgas al 31 dicembre 2015 è pari a circa 3,5 miliardi. Tenuto conto della distribuzione del dividendo ordinario di competenza 2015 da parte di Italgas a Snam pari a circa 275 milioni, prevista prima della scissione, e delle stime relative al flusso di cassa atteso nel 2016, l’indebitamento finanziario netto di Italgas alla fine del 2016 può essere stimato in circa 3,7 miliardi.

È l’amministratore delegato di Snam, Marco Alverà, a spiegare i dettagli dell’operazione in una nota. “La separazione di Italgas da Snam – spiega – consentirà di valorizzare significativamente il ruolo di entrambe le società nei rispettivi business: Snam potrà consolidare la propria leadership contribuendo a integrare ulteriormente i mercati del gas in Europa e Italgas potrà cogliere al meglio le opportunità di sviluppo legate alle nuove gare d’ambito”.

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