Sono otto le persone arrestate nell’ambito di una operazione condotta dai carabinieri di Velletri e dalla polizia di Albano Laziale e che ha portato alla luce un giro di usura nei territori di Roma, Ariccia, Albano Laziale, Lanuvio e Genzano. Le accuse sono di usura, estorsione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, attività finanziaria abusiva e violazione degli obblighi della Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. L’operazione, denominata “Game Over”, condotta dal dicembre 2015 al marzo 2016, svolta con l’ausilio delle intercettazione telefoniche e ambientali, ha individuato molte vittime tra cui imprenditori, commercianti e privati cittadini, che venivano continuamente vessate mediante condotte intimidatorie ed estorsive per ottenere il pagamento delle rate concordate per la restituzione del debito. Il tasso usurario applicato variava tra il 120% e il 140% annuo. Per spiegare i metodi adottati dagli usurai sono eloquenti i passaggi di alcune conversazioni intercettate: “… portame i sordi vai a trovare i soldi!,…stasera te vengo a casa !!!  movete valli a cercà e portameli perchè veramente ti strucino per terra fino a che non te consumo!”, tanto che una delle vittime al fine di onorare il debito è stata costretta a vendere un appartamento e la sua auto. Inoltre gli aguzzini erano soliti richiedere l’individuazione di un garante (preferibilmente di sesso maschile) a carico del quale si sarebbe proceduti ad una riscossione coatta in caso di mancato adempimento: “Allora sei io per ditte le faccio un esempio, se lei domani mattina me scappa io con chi me vado a vedè? Non ma posso prende con una donna, perchè e donne non si toccano! Ma caso mai posso parlà con tuo marito”. E nel caso l’usurato ritardasse i pagamenti, si arrivava all’utilizzo di metodi violenti: “Io oggi te rimassacro, te sfonno. Appena attivo te rompo i denti subito subito e te rompo le costole”. I pestaggi alle vittime venivano commentati con scherno dagli esattori: “Ah Ah! Ma gli hai menato in diretta proprio?”

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Stragi nazifasciste: c’è un giudice a Berlino?

prev
Articolo Successivo

Yara Gambirasio, difesa di Bossetti: “Non c’è nulla contro di lui, dagli accertamenti emerge un’altra storia”

next