Fisica, analisi, informatica, bioscienze: i libri sono prêt-à-decharger, pronti a essere assemblati e scaricati dagli utenti. Online sono già disponibili circa mille capitoli, ma la piattaforma è in continuo aggiornamento. Si chiama WikiToLearn e viaggia sul web accompagnata dal motto “il sapere si accresce solo se condiviso“. Testi liberi e accessibili a tutti, ma con la certezza di ciò che si mette a disposizione degli universitari grazie a un lavoro di revisione costante da parte di docenti e degli stessi studenti. Il progetto è nato all’interno del Dipartimento di fisica dell’Università Bicocca di Milano, ma per capirne la forza basta l’elenco di istituti e università da cui arrivano contributi. Dal CERN di Ginevra alla Scuola Internazionale di Studi superiori avanzati di Trieste passando per diversi atenei italiani ed esteri – come La Sapienza, Pisa, Barcellona, Parigi Diderot e Università di Surrey – sono decine le strutture scientifiche e accademiche che supportano il lavoro di circa un centinaio di sviluppatori, sparsi in tutto il mondo, impegnati nella costruzione e nell’aggiornamento di WikiToLearn.

La culla è rimasta sempre lì, nel Dipartimento di Fisica della Bicocca, dove nell’autunno 2015 un gruppo di studenti cercava un modo comodo per scambiarsi dispense e appunti. L’idea nasce così e nel giro di qualche mese, grazie al coordinamento di un giovane studente, Riccardo Iaconelli, prende corpo WikiToLearn. Il modello è quello di Wikipedia: maggiore è il numero di persone che partecipano alla costruzione della “biblioteca on line”, maggiore sarà la qualità dei contenuti. Un aspetto non secondario, quello della qualità, visto che si tratta di testi accademici. “Da dodici anni lavoro su software liberi e da studente sentivo l’esigenza di una piattaforma che avesse dei contenuti di questo tipo, per questo usiamo la licenza Creative Commons – spiega Iaconelli a ilfattoquotidiano.it – Wikipedia ha rivoluzionato il mondo della conoscenza enciclopedia, noi vorremmo fare qualcosa di simile con materiale didattico, supportato da competenze specifiche dei contributori”. Un processo continuo e senza sosta: “Il segreto è nei due gradi di scrittura dei contenuti: l’utente può fare una raccolta e pubblicare a suo nome, poi esiste una comunità forte che lavora migliorando la qualità grazie a un processo continuo di revisione di ricercatori e professori – argomenta Iaconelli – E stiamo studiando meccanismi per incentivare il rating così da garantire l’affidabilità dei testi che si scaricano”. Uno dei primi accademici a dar credito al progetto è stato il professore Marco Paganoni, direttore del Dipartimento di Fisica dell’ateneo milanese: “Negli atenei italiani manca lo studio collaborativo tra studenti, un’occasione offerta invece da WikiToLearn. Qui si mettono a frutto conoscenze reciproche, che creano un valore aggiunto notevole – racconta – Sotto il profilo qualitativo si tratta di uno strumento che può rigenerare materiale curriculare che solitamente resta sparso”. Come i testi dei seminari e le dispense: “Se gli studenti si mettono di buzzo buono, con il nostro aiuto, può innescarsi un processo che aumenta l’impatto di quel materiale creando un ponte tra ricerca e didattica”.

Non a caso proprio il mondo della ricerca ha subito spinto WikiToLearn. Il GARR – la Rete italiana della ricerca, dell’istruzione e della cultura – fornisce i server, mentre sono tra i supporter dell’iniziativa il SISSA di Trieste e l’HEP Software Foundation, che raccoglie i fisici delle istituzioni più prestigiose come il CERN, il Fermilab di Chicago e l’Università di Princeton. Proprio l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, a marzo, ha riservato un suo edificio a Ginevra all’accoglienza di sviluppatori, editor e collaboratori di WikiToLearn provenienti da tutta Europa per discutere del progetto e approntare il lancio di #operation1000, un’operazione volta a creare struttura e organizzazioni necessarie per far entrare nella comunità mille nuovi collaboratori entro la fine del 2016 e dargli la possibilità di lavorare in maniera efficace. Intanto sulla piattaforma, presto disponibile non solo in italiano e inglese ma anche in francese e spagnolo, cresce il numero di appunti e libri, pubblicati rigorosamente con licenza Creative Commons. E continua la revisione e l’implementazione per creare materiale di buon livello che descriva in maniera fedele le attuali conoscenze. Gli utenti possono da una parte creare libri di testo condivisi in formato Pdf e dall’altro contribuire con materiale originale. Una piattaforma orizzontale che punta molto in alto.

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