Apple dovrà pagare una multa da 450 milioni di dollari per aver violato le leggi federali dell’Antitrust statunitense. A dirlo è la Corte suprema degli Stati Uniti che oggi ha respinto il ricorso in appello dell’azienda di Cupertino, confermando la condanna per aver creato, d’accordo con cinque grandi gruppi editoriali, un vero e proprio cartello dei prezzi degli ebook. La società era considerata la mente dietro le pratiche antitrust messe in atto dalle case editrici il cui obiettivo era quello di spingere Amazon, azienda leader nel mercato dei libri digitali, ad alzare i prezzi.

L’accordo risale al 2010, quando Apple lanciò l’iPad e Amazon deteneva una quota del mercato degli ebook fra l’80 e il 90%, un monopolio a tutti gli effetti che preoccupava gli editori anche a causa dei prezzi stracciati praticati dal sito di compravendita. Così cinque case editrici, Hachette, HarpherCollins, Macmillan, Simon & Schuster e Penguin accettarono l’offerta fatta dalla società di Steve Jobs, negando ad Amazon i loro best seller. Attraverso queste manovre il prezzo degli ebook sarebbe passato da una media di 10 dollari fino a quasi 15 dollari, lievitando del 30%, stessa percentuale che Apple avrebbe poi pagato alle case editrici per ogni libro venduto.

Gli editori coinvolti hanno già patteggiato per 166 milioni di dollari, mentre la società di Cupertino si era rifiutata di seguire la strada dell’accordo, presentando ricorso. Ricorso che oggi è stato respinto. Adesso della cifra dovuta da Apple, 400 milioni andranno ai consumatori, 30 milioni in spese legali e i restanti 20 alle amministrazioni degli Stati dove i prezzi sono stati aumenti.

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