Multa di 2 milioni per Telecom Italia, accusata dall’Agcom di non aver rispettato la diffida dell’Autorità, relativa all’operazione con cui lo scorso primo maggio la società ha spostato una parte consistente della propria clientela residenziale di rete fissa verso nuove condizioni contrattuali ed economiche. E, in particolare, per aver spinto gli utenti a consumo con contratto a 19 euro al mese verso la tariffa flat di 29 euro al mese (canone incluso). Per Agcom l’offerta a 19 euro è da tutelare perché rientra nel servizio universale. La multa arriva dopo una diffida dell’autorità impartita con la delibera del 22 aprile 2015. Con la diffida l’autorità voleva assicurare “un’informazione esaustiva” e garantire il diritto di scelta dell’utente. Secondo l’Agcom, “gli approfondimenti istruttori hanno mostrato che le informazioni fornite non si sono rivelate del tutto corrette e adeguate”. L’Autorità si è inoltre riservata la decisione di avviare, con distinto procedimento, “le iniziative più opportune ad assicurare condizioni tecniche ed economiche di offerta dei servizi ricompresi nel servizio universale coerenti con gli obblighi ricadenti sull’impresa designata”.

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