Un’esplosione si è verificata in un poligono di tiro privato a Portomaggiore, in provincia di Ferrara. Nell’incidente, forse provocato dalla saturazione del gas, sono morte tre persone. I carabinieri, visto che la struttura è inaccessibile per il rischio di crolli, parlano tecnicamente di dispersi. All’interno c’erano in tutto 9 persone. Tre sono rimaste ustionate, altre tre illese. Feriti in modo lieve anche due vigili del fuoco a causa del crollo di un solaio durante le operazioni di spegnimento del violento incendio provocato dall’esplosione.

L’incidente è avvenuto attorno alle 9 e 30 nel poligono in via Carlo Cattaneo che si trovava al secondo piano di un piccolo capannone di circa 400 metri quadri. Il poligono è di proprietà di un’associazione privata e risulta aperto da pochi mesi. Al momento dello scoppio, a quanto si è appreso, sulla linea di tiro si trovavano una decina di persone. Le autorità hanno disposto verifiche amministrative sulle autorizzazioni richieste per l’apertura della struttura e su quelle effettivamente concesse.

Le indagini sono affidate ai carabinieri che stanno svolgendo gli accertamenti per risalire alle cause dell’esplosione. Al momento l’ipotesi più accreditata è quella della saturazione nell’ambiente del poligono di gas prodotti dalle esplosioni delle armi. In questo caso o si è formato un eccesso di gas, oppure non sarebbe stato rispettato il tempo di attesa per consentire al sistema di aerazione di espellere i gas. “Probabilmente si è trattato di qualcosa di riferibile al funzionamento del poligono”, ha detto il maggiore Roberto Rapino, comandante della Compagnia carabinieri di Portomaggiore. Potrebbe essersi trattato di un errore “siamo a livello colposo”, ha aggiunto.

“Per ora non è possibile stabilire con certezza causa e dinamica di quello che è successo, lo potranno fare carabinieri e vigili del fuoco quando le condizioni lo permetteranno”. Lo ha ribadito, parlando con i giornalisti, il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli, che si è recato subito sul luogo dell’esplosione.

Lunedì mattina (11 gennaio) i vigili del fuoco tenteranno di accedere nel capannone alla ricerca dei tre dispersi, di cui i carabinieri non possono ancora rivelare l’identità perché al momento non è possibile entrare nella struttura che è a forte pericolo di crollo. Sarà necessario l’intervento di un mezzo attrezzato con un braccio e una pinza per abbattere le capriate pericolanti del tetto – ha spiegato Valentino Guzzinati, ispettore dei vigili del fuoco, aggiungendo che per ora si cerca di spegnere i focolai.

Sono state dimesse dopo le cure mediche, tutte le persone portate al pronto soccorso del S.Anna di Cona dopo l’esplosione.
Sono stati complessivamente 5 i feriti condotti all’ospedale, ha riferito la centrale operativa del 118. Tre – uomini di 37, 41 e 59 anni – sono stati valutati dai soccorritori in ‘codice 2’, cioè in condizioni di media gravità. Due, 36 e 38 anni, in ‘codice 1’, quello più leggero.

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