Ieri l’allarme, l’atterraggio di emergenza, la paura e poi la scoperta che l’ordigno trovato in un bagno del volo proveniente da Mauritius era finto. Oggi è stato arrestato un passeggero del volo Air France atterrato ieri d’urgenza a Mombasa per un falso allarme bomba: si tratta di un ex-poliziotto in pensione assegnato a La Riunione, un’isola dell’arcipelago delle isole Mascarene nell’oceano Indiano, dipartimento d’oltremare della Francia. E’ stata arrestata anche la sua moglie ma è stata rilasciata senza che le fosse formulata nessuna accusa. La notizia è stata diffusa dai media francesi, senza precisare quale sia l’accusa nei loro confronti.

La compagnia aerea ha annunciato stamattina di aver sporto denuncia contro ignoti per “messa in pericolo della vita altrui“, presso la procura di Bobigny, nei dintorni di Parigi. A bordo, infatti, non c’era neanche un microgrammo di esplosivo. Certo è che dopo l’attentato all’aereo russo in volo sul Sinai l’attenzione è massima e la psicosi anche. Così sequalcuno voleva terrorizzare le 473 persone del volo Air France 463 ci è riuscito. Il comandante del Boeing 777, partito dall’isola di Mauritius e diretto a Parigi, è stato costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza a perché un passeggero ha trovato dietro allo specchio del bagno quello che in tutto e per tutto sembrava una bomba. Un oggetto rudimentale assemblato con un foglio di cartone e un timer, simile a quelli che si usano in cucina. “Non è una sciocchezza. È comunque un atto molto aggressivo nei nostri confronti. Un atto inaccettabile”, ha dichiarato il numero uno di Air France Frederic Gagey.

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