Tornano di scena a Roma i maker. Gli artigiani digitali sono i protagonisti della tappa italiana di Maker Faire che nel campus dell’Università La Sapienza metterà in mostra più di 700 invenzioni provenienti da tutto il mondo selezionate tra oltre 1.300 progetti arrivati alla Call for Makers che si è chiusa a metà giugno.

Workshop e seminari completano il quadro di una manifestazione (16-18 ottobre) che prevede anche un’area dedicata ai kids dove i ragazzi dai 5 anni in poi avranno a disposizione più di 90 laboratori per imparare a programmare o costruire il proprio robottino, uno spazio per i droni, uno per la musica e un’altra area dedicata alle invenzioni per la scuola.

La rassegna presenta un mix di progetti importanti ad altri più curiosi. Così è possibile ammirare la stampante 3d per costruire case, le soluzioni per aiutare le aziende a sfruttare il digitale e Atom II, il piccolo robot che può essere utilizzato nella ricerca, insegnamento, intrattenimento, salute e su lavori dannosi per l’uomo. Fornito di intelligenza artificiale e un “algoritmo codificato nella sua anima”, Atom può aiutare o sostituire gli esseri umani in situazioni pericolose come il disinnesco di ordigni esplosivi, aree non idonee per la sicurezza delle persone e l’assistenza per i paraplegici.

Realizzato da un gruppo di studenti di ingegneria elettronica della Sapienza Future Mirror è invece uno specchio che ha il compito di accompagnare il risveglio mattutino. Mentre ci si lava i denti è possibile, impartendo ordini tramite gesti, leggere le ultime notizie, guardare il tempo e controllare i social network.
BphoneU10 è un nome un po’ astruso che identifica il telefonino per i bambini. Si tratta di un cellulare realizzato da due aziende italiane già in vendita al prezzo di 59 euro studiato e certificato per bambini di età dai 3 anni in su. Bphone permette di ricevere chiamate ed effettuarle a tre numeri preimpostati dai genitori oltre a un numero di emergenza, utilizzando grandi tasti che, attraverso forme e colori, sono comprensibili anche in età prescolare. Inoltre possiede un sistema di localizzazione basato sulle tecnologie Lbs e Gps: a un numero abilitato basterà inviare un sms con scritto “trova” per attivare il localizzatore del telefonino che a sua volta risponderà con un sms nel quale indicherà la sua posizione (si riceverà un link che rimanda a Google Maps).

Sempre in tema di cellulari c’è il Charge Box Leonardo, un sistema innovativo per ricaricare le batterie degli smartphone quando si è fuori casa. Ideato per essere utilizzato all’interno di cinema, negozi, aeroporti o locali sfrutta un lettore biometrico che quando l’utente posiziona il dito legge l’impronta e apre uno scompartimento. Il cliente posiziona lo smartphone all’interno, lo collega alla presa adatta e chiude lo sportello. Quando vorrà ritirarlo, gli basterà riposizionare l’impronta sul lettore e lo sportello si riaprirà.

Altri makers si dedicano invece agli animali domestici. Il Fablab ospitato dall’Istituto tecnico M. Faraday di Roma ha ideato la cuccia domotica dotata di un micro controllore che distribuisce il cibo e l’acqua a determinati orari e tramite una bilancia invia sullo smartphone il peso dell’animale per conoscere lo stato di salute. La cuccia sarà modulare permettendo di inserire pezzi aggiuntivi come collari gps che invieranno la posizione dell’animale.

L’Eco dog è uno strumento meccanico poco digitale ma comunque oggetto di brevetto che grazie alle pale meccaniche abbinate a un sacchetto estraibile permettono di raccogliere il tutto in maniera completamente igienica. Utile per operatori ecologici e proprietari di cani.

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