Arriva il primo via libera per la legge Bavaglio dell’era di Matteo Renzi. La Camera dei deputati ha approvato infatti il ddl che modifica il codice penale e il codice di procedura penale e che contiene al suo interno anche la legge delega al governo sul tema delle intercettazioni telefoniche. A Montecitorio i voti favorevoli al ddl penale sono stati 314, 129 i contrari mentre 51 parlamentari si sono astenuti. A votare contro il ddl il Movimento 5 Stelle, la Lega e Sel, mentre ad astenersi sono stati i deputati di Forza Italia. 

Subito dopo l’approvazione a Montecitorio, l’Associazione nazionale magistrati ha definito come “molto deludente” la riforma del processo penale. L’Anm ha parlato di un intervento “disorganico” e “senza coerenza“. In particolare, a non soddisfare Rodolfo Sabelli, presidente Anm, è la delega sulle intercettazioni. “Preoccupa per la sua genericità – dice – perché non indica le linee e i criteri alle quali il governo dovrà attenersi, e apre alle più varie scelte concrete”.

Del resto era stata proprio la delega sulle intercettazioni telefoniche a suscitare le principali polemiche durante il dibattito parlamentare, soprattutto nel momento riservato alle dichiarazioni di voto. Nel corso del loro intervento, infatti,  i deputati del Movimento 5 stelle si sono imbavagliati e hanno esposto cartelli con  scritto “no legge bavaglio“. “In un momento di crisi dell’occupazione e di corruzione Renzi si diverte a mettere mano alle intercettazioni. Il governo chiede e ottiene una delega in bianco in materia penale: chiediamo a giornalisti e magistrati di denunciare uno dei provvedimenti più pericolosi di questi ultimi anni”, ha detto il relatore di minoranza ed esponente M5s, Vittorio Ferraresi.

“Quest’aula sceglie di non decidere, di non discutere quasi, ma decide di delegare al governo su importanti materie come le intercettazioni e l’ordinamento penitenziario”, ha attaccato invece il deputato di Sel Daniele Farina. Il ddl penale prevede anche alcuni  aumenti di pena per i reati di furto in casa e rapina. “E’ un riempi carcere, dopo i svuota carceri approvati, che rischia di riportarci alle condizioni per cui siamo stati condannati in sede europea”, ha detto Farina che poi ha messo nel mirino la legge delega sulle intercettazioni. “Deresponsabilizza il Parlamento a vantaggio, pare, di un comitato di saggi ministeriale”.

Particolarmente acceso anche l’intervento della Lega, che insieme a M5S e Sel ha votato contro il ddl. “Non è una riforma penale: è una truffa, inutile e dannosa. Il Parlamento parla di intercettazioni e di nuovo Senato e da anni dimentica gli esodati. Il segno di una sinistra che vive fuori dal mondo, che ha scelto di stare con i criminali e i clandestini e di abbandonare le vittime e i più deboli, diventati un peso per i renziani”, è solo uno dei passaggi del deputato del Carroccio Nicola Molteni.

La decisione di chiedere una legge delega sul tema della disciplina delle intercettazioni telefoniche è stata attaccata anche da Forza Italia: il partito di Silvio Berlusconi, però, attacca la riforma per motivi completamente opposti a quelli del Movimento 5 Stelle. “Un provvedimento che presenta molte ombre e poche luci. Ancora una volta abbiamo una delega in bianco. Un testo a favore di magistratura che aumenta il proprio peso e tende ad essere più ingerente. Un disegno di legge che contiene diversi colpi al diritto di difesa e che non ha nessun effetto preventivo e dissuasivo alla commissione dei reati”, è un passaggio dell’intervento del deputato azzurro Gianfranco Chiarelli, che ha annunciato l’astensione del suo partito.

Il governo ha invece affidato la sua replica al deputato dem David Ermini, responsabile giustizia del Nazareno.  “Il Pd non metterà mai un bavaglio alla stampa ma i diritti delle persone vanno tutelati. Lasciamo ai grillini il diritto di guardare dal buco della serratura: qualche volta sembrano Fantozzi che sbircia la signorina Silvani. Captare parole fuori contesto con un telefonino ricorda il ventennio, le vite degli altri, il regime del terrore. Per noi ci vuole libertà di stampa e libertà di vivere. E se i grillini vogliono mettere tutto in piazza, allora dicessero quanto spendono per la loro manifestazione di Imola o mettessero tutte loro le riunioni in streaming, invece di toglierle di corsa quando qualcuno le pubblica. Per loro ascoltare sì, ma solo gli altri”.

“Approvata legge bavaglio! Han fatto peggio di Berlusconi, distruggendo il diritto di cronaca. Solo M5S contrario”, è stato il commento, affidato ad un tweet, del leader pentastellato Beppe Grillo. Prima del voto finale, su richiesta del Movimento 5 Stelle, è stato brevemente riunito il comitato dei 9 per esaminare alcune proposte di correzione formale del testo, avanzata dalla presidente della commissione Giustizia, Donatella Ferranti, correzioni formali che poi sono state approvate e quindi introdotte dal voto favorevole dell’assemblea. Dopo il via libera della Camera, adesso la palla passa al Senato.

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