Lungo il corteo diretto verso la stazione di Bologna parlano alcuni familiari o sopravvissuti della strage del 2 agosto 1980: la strage, per la quale sono stati condannati come esecutori materiali i militanti di estrema destra Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, quest’ultimo allora minorenne, provocò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200. “Ricordo corpi straziati, polvere, sangue”, racconta Cristina, la sorella di uno dei morti. “Io vengo dalla Catalogna. Allora ero in vacanza con un mio amico. Dopo tre giorni a Bologna andavamo a Rimini. Leggevo sul giornale delle Olimpiadi di Mosca. Poi lo scoppio. Il mio amico non c’era più”, ricorda Clemente Pitzalis

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