Sono i nostri figli, i nostri ragazzi, ma li conosciamo davvero? Un viaggio per capire il mondo degli adolescenti, un racconto di comportamenti estremi, maschili e femminili, ma anche dei rischi che i giovani corrono ai tempi di internet e dei social media. Sono i documentari “Sex and the teens”, curati da Beatrice Borromeo e prodotti da Wildside, che Sky TG24 trasmetterà  giovedì 4 giugno, alle 21.10, su Sky TG24 HD (canali 100 e 500 di Sky) e in chiaro sul canale 27 del Digitale Terrestre. Attraverso un approccio “docu”, senza filtri, ma che non lascia spazio a immagini forti, Beatrice Borromeo realizza un’inchiesta in due parti che scava a fondo nell’universo dei ragazzi. Nella prima, una cronaca fatta di testimonianze dirette, sono mostrati comportamenti all’eccesso, ma reali, con cui gli adolescenti si approcciano alla vita e al sesso. Dai licei italiani alle spiagge delle vacanze estive, emerge il ritratto di una prima giovinezza spesa con naturalezza tra alcol, festini e incoscienza, da ragazzi e ragazze della porta accanto. Nella seconda parte viene invece approfondito il mondo di Internet e dei pericoli a cui espone moltissimi adolescenti, soprattutto in ambito sessuale. Il 74% di loro, infatti, approccia il sesso per la prima volta online, uno su cinque pratica il sexting (l’invio di messaggi o immagini sessualmente espliciti attraverso mezzi informatici) e il 25% è a rischio dipendenza pornografica. Parlando con i ragazzi e fingendosi un’adolescente in rete, Beatrice Borromeo porta alla luce un pianeta sommerso e sottovalutato, fatto di cyber bullismo, pedofili pronti a irretire minorenni e giovani webcam girl. Guarda l’anticipazione del documentario

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Fannulloni, arrestati 11 dipendenti comunali di Manfredonia: timbravano e andavano a spasso

prev
Articolo Successivo

Droga, blitz in alto mare a Palermo: fermata nave turca con 12 tonnellate di hashish

next