“Possibile”: un po’ come il partito spagnolo “Podemos“, un po’ come il “Si può fare” del Pd di Veltroni, ma un’altra cosa. E poi un tondo rosa con il segno dell'”uguale” al centro, un po’ un mix di arancione e viola che ricorda le battaglie dei movimenti degli ultimi anni, un po’ come il rosso di una “sinistra sinistra”, ma ancora una volta un’altra cosa. Pippo Civati dopo l’uscita dal Partito democratico ha deciso di lanciare la sua nuova formazione politica che sarà presentata dopo le elezioni Regionali e soprattutto dopo la prova di Luca Pastorino, candidato civatiano in Liguria. Per il momento c’è solo un nome e qualche logo, poi bisognerà pensare al programma e a chi salirà sulla nave.

“A giugno dopo le regionali presenteremo un soggetto politico nuovo e fortemente innovativo”, scrive il deputato in una nota che conferma quanto dichiarato al Corriere della Sera, “orizzontale come una rete e dinamico come un movimento, che non è la trasposizione di modelli stranieri ma sfida i vecchi partiti italiani sul campo della rappresentanza e della partecipazione”.

Obiettivo secondo Civati è quello di unire un’Italia dei movimenti del basso che non si riconosce nella classe dirigente attuale e che va da Sinistra ecologia e libertà (“Interlocutore naturale”) agli ambientalisti. Ma soprattutto l’obiettivo è arrivare a Palazzo Chigi, come ha detto al Corriere: “Ci si presenta per governare il Paese, non per fare testimonianza”. E poi  nella nota aggiunge: “Questo nuovo soggetto che spiegheremo con calma, lo mettiamo a disposizione di tutti coloro – singoli cittadini e formazioni organizzate già esistenti – che sono interessati a condividere con noi un modello di lavoro completamente nuovo, che mira a formare una classe dirigente davvero competente e libera, e che si candida a governare il Paese, non certo a fare testimonianza. Possibile non è uno strappo, è una sfida rivolta a noi stessi e ad altri compagni di strada”.

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