Cristiani e musulmani insieme piazza per dire no al terrorismo. Circa 2.500 persone hanno marciato nella città di Garissa, in Kenya, per sfidare il gruppo estremista islamico di Al Shabab dopo il brutale attacco al campus universitario in cui sono morte 148 persone, alcune delle quali decapitate dai terroristi somali. Sia musulmani che cristiani hanno partecipato alla marcia, promettendo di rimanere uniti contro la cellula locale di Al Qaeda, riporta la Bbc. I manifestanti hanno poi sottolineato che collaboreranno con le autorità per scovare gli estremisti che si trovano nelle loro comunità, ma hanno anche criticato le forze di sicurezza per la lentezza con cui hanno risposto all’assalto.

Gruppi di studenti hanno protestato inoltre a Nairobi, chiedendo maggiore sicurezza nei campus universitari. Anche nella capitale i manifestanti hanno espresso pesanti critiche nei confronti delle forze di polizia, affermando di non essere più disposti a rimanere “in balia degli Al Shabab” e chiedendo più sicurezza nelle scuole di tutto il Kenya.

Intanto sono comparse in tribunale le cinque persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta sul massacro. La polizia ha diffuso i loro nomi. Si tratta di Mohammed Adan Surow, Osman Abdi Dakane, Mohammed Abdi Abikar, Hassan Aden Hassan e Sahal Diriye Hussien. Secondo gli inquirenti gli arrestati avrebbero fornito armi ai quattro terroristi poi uccisi nel blitz. Si indaga intanto su un sesto sospettato: un cittadino della Tanzania, Rashid Charles Mberekesho, in stato di fermo a Garissa.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Hezbollah, nuove e vecchie strategie del Partito di Dio

prev
Articolo Successivo

Spagna, da ministro scrisse legge anti violenza di genere. Moglie: ‘Mi picchiava’

next