Fino alla fine del conteggio delle schede il partito Syriza di Alexis Tsipras non saprà se avrà raggiunto la maggioranza assoluta dei seggi (151 su 300) alle elezioni politiche greche. Risultato che gli permetterebbe di governare senza formare coalizioni. Ciò che il leader del partito della sinistra radicale deve calcolare, nonostante il 36% di consensi ottenuti, è come muoversi nel caso in cui il traguardo venga soltanto sfiorato.

Il sistema elettorale greco prevede che, in caso di maggioranza relativa, il partito vincitore riceva l’incarico di formare un nuovo governo di coalizione dal presidente della Repubblica, ma con solo tre giorni di tempo. Se Tsipras non dovesse trovare alcun accordo con le altre forze politiche che hanno superato il quorum per l’accesso al Parlamento, la possibilità di formare un governo passerebbe nelle mani del secondo partito. Se anche questo dovesse fallire, toccherebbe al terzo classificato. Se tutte le forze politiche, però, si dimostrassero incapaci di formare una coalizione che permetta loro di governare, il presidente della Repubblica darebbe loro l’opportunità di formare un governo di unità nazionale. Con il fallimento di quest’ultimo tentativo, al Capo dello Stato non rimarrebbe che dar vita a un esecutivo ad interim, guidato dal presidente del Consiglio di Stato o della Corte suprema, con il solo compito di portare il Paese a nuove elezioni.

Sono ancora molti, quindi, i possibili epiloghi al termine del voto greco. Se Syriza non riuscisse a trovare un partner disposto a formare una coalizione, che non stravolga il programma dei radicali di Tsipras, per Nea Dimokratia, seconda con circa il 28% dei consensi, ci sarà la possibilità di governare il Paese. Il problema non si pone se il movimento con a capo il 40enne anti Troika riuscisse a ottenere la maggioranza assoluta: in quel caso, per poter governare, dovrà prestare giuramento e presentarsi in aula entro 15 giorni per ottenere la fiducia.

Il futuro politico della Grecia, quindi, è ancora tutto da decidere: da un governo Tsipras (in coalizione o meno) a una maggioranza di centro-destra con Syriza all’opposizione, fino a un governo di unità nazionale o nuove elezioni, nelle prossime settimane potrebbe iniziare un gioco di accordi e coalizioni dell’ultimo minuto per conquistare l’esecutivo ellenico.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Isis, laburista australiano si arruola coi peshmerga: rischia l’ergastolo

next
Articolo Successivo

Appunti dal mondo a km zero – Urfa

next