È un commercialista di Bologna, volto conosciuto tra i corridoi del Pd, l’autore della frase diretta al sindaco anti-cemento di San Lazzaro, la renziana Isabella Conti: “Vuole finire sotto la macchina?”. Si chiama Germano Camellini, ha 69 anni, lo studio al centro del capoluogo emiliano e un incarico al Comune di San Lazzaro come presidente del collegio dei revisori dei conti. Il nome lo riporta l’edizione bolognese di Repubblica. Proprio oggi, giovedì 8 gennaio, i pm della Procura di Bologna che si stanno occupando del caso, Valter Giovannini e Rossella Poggioli hanno dato il via alle audizioni. E nei prossimi giorni sarà ascoltato anche Camellini, che però al momento non risulta essere indagato. Il professionista dovrà spiegare la ragione di quella frase e soprattutto la sua natura.

Come già emerso, Camellini non si sarebbe rivolto direttamente al primo cittadino, ma a un’impiegata del Comune, la quale avrebbe poi riferito tutto a Conti. La conversazione ruotava intorno allo stop imposto dal sindaco al megaprogetto edilizio della frazione di Idice, per via delle mancante fidejussioni di alcune cooperative coinvolte nell’operazione. Ed è stata proprio la frase del commercialista la classica goccia che ha convinto Conti a rivolgersi ai carabinieri, per denunciare il clima intimidatorio e le pressioni, più o meno dirette, ricevute per convincerla a tornare sui suoi passi.

Camellini è un commercialista noto nell’universo della sinistra emiliana, sia tra chi lavora nelle amministrazioni pubbliche, sia tra chi ruota intorno alle cooperative e alle sedi del Pd. Basta dare un occhio al suo curriculum. All’attivo ha diversi incarichi come revisore dei conti. Lo è stato per l’Ausl di Bologna, per il comune di Imola e per la cooperativa di costruzioni Ansaloni e per quella immobiliare Manutencoop, due nomi di peso in Emilia. Ma ha lavorato anche per la Serotex di Argelato, nel bolognese, specializzata nella produzione di tessuti, e per la Servizi ospedalieri di Comacchio, in provincia di Ferrara.

Intanto è attesa tra qualche settimana la resa dei conti politica sulla questione della cittadella di Idice. Il 12 febbraio infatti il consiglio comunale di San Lazzaro dovrebbe esprimersi sulla decadenza del Poc, il piano operativo comunale, e quindi sulla cancellazione dei diritti edificatori dell’area agricola su cui, secondo il piano approvato dalla precedente giunta sempre Pd, doveva sorgere una new town da 260 mila metri quadrati. Sicuro il voto favorevole delle opposizioni (9 consiglieri), da sempre contrari a quella che avevano ribattezzato la “colata di cemento”, mentre in dubbio ci sarebbero una manciata di esponenti del Pd, lo stesso partito del sindaco Conti.

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