Il responsabile del Consorzio universitario che ha preparato il test di ingresso alle specializzazioni di Medicina (Cineca) riconosce l’errore e rimetterà il suo mandato. Il presidente del Cineca, Emilio Ferrari, conferma a Rai News 24: “È un atto dovuto da parte mia portare a termine questa operazione. Dopo di che rimetterò il mio mandato”. La vicenda risale al 29 ottobre, quando i test per l’Area medica sono stati invertiti con quelli per i Servizi clinici del 31 ottobre. A quel punto il Miur si è trovato di fronte ad una scelta dolorosa ma obbligata: annullare e ripetere le prove oggetto dell’errore. Il ministro Stefania Giannini lunedì 3 novembre firmerà il decreto per indire i nuovi test: c’è già una data fissata sul calendario, il 7 novembre. Venerdì prossimo, dunque, oltre 8mila candidati torneranno in aula per ripetere l’esame.

I quiz erano divisi in tre aree (Medica, Chirurgica, Area dei Servizi clinici). Tre test che dovevano essere svolti in quattro giorni, con una prima prova di 70 domande uguale per tutti, e poi un test per i tre settori, con 10 quiz specifici per ogni singola scuola di specializzazione e 10 comuni per area. Ed è proprio rispetto alle domande specifiche per ognuno dei tre settori che si è verificato l’errore di Cineca, che il 29 ottobre (Area Medica) ha somministrato le domande preparate per il 31 (Servizi clinici), e viceversa. Subito al Ministero si sono accorti che qualcosa non tornava, e hanno chiesto una verifica al Consorzio. La risposta è arrivata nella tarda serata di venerdì 31 ottobre, ed è stata una chiara ammissione di colpe: un “errore nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione nel data-base, a causa del quale sono stati invertiti i quesiti”. Ammissione di colpe che è stata confermata poi dalle immediate dimissioni del presidente del Consorzio universitario subito dopo aver risolto la clamorosa svista.

Ripetere l’esame di specializzazione “è una farsa con contorni grotteschi”. A dirlo è il segretario generale del Sindacato dei Medici Italiani, Pina Onotri. “Parliamo della vita quotidiana e del futuro di migliaia di medici – continua Onotri – A poche settimane delle polemiche attorno al concorso di medicina generale, ci ritroviamo con altri 12.000 camici bianchi fortemente penalizzati, danneggiati professionalmente ed economicamente, trattati come studenti delle elementari”. E gli avvocati dello Smi stanno anche valutando un’azione legale contro quello che considera “l’ennesimo imperdonabile ‘errore di Stato‘”. Sconcerto anche da parte degli studenti. “L’esame è stato devastante. È stata l’esperienza più faticosa di tutto il mio percorso per diventare medico – spiega un’aspirante specializzanda romana in cardiologia – Perché dobbiamo pagare noi per un errore che hanno fatto loro? La trovino loro la soluzione. Ma non può essere quella di rifare le prove” afferma la ragazza, aggiungendo di essere disposta a fare ricorso, piuttosto che rifare il test di specializzazione

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