Anche una scaletta di musica classica per un concerto dal vivo può essere scelta via Facebook dagli spettatori che andranno a teatro. L’idea è venuta all’orchestra bolognese Senzaspine, una ottantina di orchestrali under 30 di musica classica e operistica, che da quasi un paio d’anni sta sperimentando nuove forme di “svecchiamento”, come amano dire loro, di un genere musicale spesso irrigidito nelle proprie forme storiche di comunicazione. Ecco allora che a poche ore dalla data d’inizio della loro prima tournée ufficiale al teatro Duse di Bologna – il 30 ottobre 2014 si apre con la serata Ouverture dove si spazierà nel repertorio di Verdi, Rossini e Donizetti – lanciano il “Social Concert” per il 29 aprile 2015.

“L’idea in sé non è sconvolgente e ci stiamo lavorando da tempo”, spiega il vicepresidente dell’associazione dell’orchestra, Matteo Parmeggiani, “l’obiettivo è quello di rompere gli schemi entro cui si è confinata la musica classica. Ci chiamiamo Senzaspine proprio per questo motivo: l’arte e la cultura non pungono, se ci si avvicina non fanno male. Vogliamo proprio invitare il pubblico ad avvicinarsi alla classica senza preconcetti o paure”. A disposizione a partire dal 2015 sia su Twitter che sulla pagina Facebook dell’orchestra i brani possibili per una playlist sinfonica che potrà spaziare da Dvorak (Sinfonia dal Nuovo Mondo), a Berlioz (Sinfonia Fantastica), a Tchaikovsky: “Metteremo dei link di Youtube ad ogni pezzo, perché spesso il pubblico ha ascoltato spezzoni di sinfonie ma non sa il titolo dell’intera opera”, prosegue Parmeggiani, “in fondo stuzzichiamo il pubblico potenziale ad una scelta consapevole. Poi certo non possiamo permettere qualunque titolo passi per la mente dello spettatore. I repertori di classica sono complessi e articolati. I suggerimenti saranno comunque ben accetti e nei limiti del possibile accontenteremo chi ci chiederà nuove richieste”.

A disposizione dal 2015 sia su Twitter che sulla pagina Facebook i brani possibili per una playlist sinfonica che potrà spaziare da Dvorak, a Berlioz, a Tchaikovsky

L’iniziativa rimane comunque fuori dalle regole di un mondo, come quelle delle orchestre sinfoniche, che spesso hanno pronto un concerto anche anni prima rispetto alle date dell’esibizione: “Noi vogliamo solo fare del bene alla nostra amata classica. Non portiamo un prodotto diverso dalle altre orchestre, vogliamo solo svecchiarlo. Portiamo la classica dove non arriva e il web in questo passaggio è fondamentale, un po’ come la tv negli anni immediatamente successivi alla sua nascita”. La Senzaspine, infatti, durante il 2014 ha già portato “fuori” dal classico spazio teatrale la sua offerta musicale: i concerti nelle carceri minorili, ma anche in strada e nelle piazze. “Abbiamo suonato in Piazza Verdi a Bologna, sotto un tendone, in mezzo a centinaia di studenti. Avevamo persino una tastiera elettronica al posto del pianoforte, ma quando ci siamo messi a suonare si è creata un’attenzione incredibile. La classica comunica tantissimo anche senza saperlo”.

Nella città dove il grande Claudio Abbado riuscì dal nulla a costruire un’orchestra, la Mozart, di giovani promesse, Senzaspine trova la sua naturale collocazione artistica: “Alcuni membri della Mozart suonano con noi. Nessun nostro componente riceve uno stipendio, ma solo rimborsi spese. E soprattutto guadagniamo qualche euro dalla biglietteria. Siamo un’associazione e cerchiamo fondi per andare oltre il galleggiamento che alcuni piccoli sponsor ci permettono di avere”.

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