Un gruppo di una decina di attivisti di Greenpeace ha raggiunto questa mattina all’alba la piattaforma estrattiva dell’Eni Prezioso, a sei miglia dalla costa di Licata, nel Canale di Sicilia. Dopo aver scalato la struttura, i volontari hanno esposto uno striscione, con il volto di Matteo Renzi e la scritta: “Più trivelle per tutti. Stop fossile, go renewable”. Un secondo gruppo ha ancora una zattera di salvataggio alla piattaforma. Al momento dell’azione non vi è stata nessuna reazione da parte della piattaforma, contattata via radio dalla nave Rainbow Warrior di Greenpeace. 

La piattaforma – ancora attiva – si trova nella zona interessata dal progetto Ibleo, nome in codice del progetto estrattivo strategico dell’Eni pensato per il canale di Sicilia. Due perforazioni estrattive (Argo 2 e Cassiopea 1-5) e sei pozzi di produzione commerciale, con la realizzazione di una nuova piattaforma nei pressi della “Prezioso”, progetto autorizzato lo scorso maggio dal ministero dell’Ambiente. Una scelta “fossile” appoggiata dal governo Renzi, che nel decreto “Sblocca Italia” ha dato il via libera all’espansione delle trivellazioni.

Nei pressi della piattaforma Prezioso – dove gli attivisti sono ancora in azione – staziona la nave a vela di Greenpeace Rainbow Warrior III, arrivata sulla costa siciliana la settimana scorsa. Venerdì la nave raggiungerà Siracusa, dove è previsto un incontro con i parlamentari siciliani per proseguire la campagna “Non è un paese per fossili”.

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