Mosca, Atene, Kiev, Reykjavík. E ancora Tallinn, Belgrado, Sarajevo e Bucarest. Otto weekend per scoprire altrettante città da raccontare attraverso i social network, un dvd, un libro e magari un servizio televisivo. È questo lo spirito del progetto Un weekend con i giovani dell’altra Europa di Domenico Naso, collaboratore de ilfattoquotidiano.it, che ha deciso di andare alla scoperta di alcune città del continente, lontane dal mainstream di Londra, Berlino o Parigi.

“È un progetto che procede su tre binari – spiega -. Aggiornamenti in tempo reale sui social network con post e video, un dvd finale che raccolga il meglio delle otto tappe e un libro che racconti l’intera avventura”. Per realizzare il progetto sono necessari 10mila euro: “La stima è stata fatta in base a ogni località e include il costo del viaggio e dell’alloggio per le 72 ore – precisa -. D’altronde ci sono località economiche come Belgrado, ma altre più care come Reykjavík”.

Per questo il ruolo dei social network è fondamentale fin da adesso: “Ho lanciato il crowdfunding attraverso Twitter e in tre giorni ho raccolto quasi 500 euro, ma la campagna è aperta fino al 16 novembre”, spiega. Chiunque può entrare sulla piattaforma e fare un’offerta: “Si va dai due euro in su e al mio ritorno è sempre prevista una ricompensa”. Cartoline, fotografie, dvd; regali diversi per raccontare un viaggio alla scoperta dell’Europa nascosta.

“Ho scelto otto città che, a parte Atene, sono estranee al circuito del turismo di massa – racconta Domenico – perché credo sia giusto concedere uno spazio anche ai giovani che vivono in posti che non conosciamo bene quanto Londra e Parigi”. Ma niente gite al museo o visite ai monumenti: “In ogni località ci sarà un giovane italiano che vive lì a farmi da Cicerone e che condividerà con me la sua esperienza e il motivo per cui se n’è andato dall’Italia”.

Dai vicoli nascosti ai locali meno frequentati, Un weekend con i giovani dell’altra Europa vuole spingersi dove le logiche del turismo non arrivano: “Ho deciso di affrontare quest’avventura in pieno inverno proprio per questo motivo”, sottolinea. Così il giornalismo torna a essere una professione di storie e strade che si incrociano, a dispetto dei giornali che raramente investono in questi progetti: “Voglio mettermi nei panni di questi ragazzi e capire se all’estero sono riusciti a trovare quello che qui non c’è”, dice Domenico.

Il crowdfunding si concluderà il 16 novembre e se la cifra sarà raggiunta, il viaggio prenderà il via. “Ma se non si raggiunge la quota prefissata – precisa -, tutte le offerte tornano a chi le ha fatte”. Prima meta Belgrado, capitale della Serbia, settantadue ore già segnate sul calendario: “Se la raccolta va a buon fine, sono pronto a partire l’ultimo weekend di novembre”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Non profit: Italia del fango, dal volontariato alle campagne di denuncia

prev
Articolo Successivo

Piccoli musei: ha senso tenerli aperti?

next