“Punirne 1 per educarne 100…Isis hai ragione!!”. Questo il messaggio scritto sullo striscione ai lati della piazza della Prefettura di Padova, dove una cinquantina di manifestanti si è ritrovata per il presidio indetto dal coordinamento «Siamo tutti italiani». “Vogliamo far capire che la gente sta andando fuori di testa, è esasperata” ha spiegato Cristiano Delle Molle del gruppo di manifestanti dell’alto vicentino che ha posizionato lo striscione. Il gruppo vicentino è reduce dalla manifestazione dell’11 ottobre davanti all’albergo che ospita una cinquantina di profughi – “ma sono clandestini, noi li chiamiamo clandestini” sottolinea Delle Molle – ospitati nella struttura. Delle Molle è artigiano mentre sua moglie, operaia, è stata di recente licenziata da uno degli ultimi stabilimenti tessili della zona. Il coordinamento è nato dall’esperienza dai presidi dei ‘forconi’ dell’anno scorso.

“Vogliamo andare oltre i ‘forconi’ – spiega Gaetano Ferriere, leader del movimento – l’obiettivo è la convocazione dell’assemblea costituente così come previsto dall’articolo 50 della Costituzione. Solo l’assemblea costituente è legittimata a fare le riforme necessarie per questo paese. Faremo un incontro nazionale il 19 ottobre a Venezia con tutti i comitati”. Il movimento si dichiara aperto all’appoggio di qualsiasi partito e rivendica “contatti con i Popolari per l’Italia di Mario Mauro”, racconta Ferriere. Durante la manifestazione, nonostante il messaggio macabro sullo striscione, sono state distribuite striscioline di tessuto bianco, a sottolineare il carattere pacifico delle protesta. “Non ci interessa la violenza, con la violenza non si ottiene niente” ha detto al megafono Ferriere.

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