Beppe Grillo lo chiama “colpo di Stato“. Matteo Renzi lo definisce “colpo di sole”. E il leader del M5s controribatte, definendo il premier “piduista”. Tutto in Rete, tra social network e blog dell’ex comico. E intanto il presidente del Senato Pietro Grasso si difende dalle accuse arrivate dai banchi del Partito democratico: “Io sono imparziale. Basta muro contro muro”. Dentro e fuori dall’Aula, continua lo scontro sulla riforma di Palazzo Madama che il governo vuole approvare a tutti i costi entro la pausa estiva. E la storia degli ultimi giorni è solo l’inizio di una lunga odissea: prima la decisione della seconda carica dello Stato di accettare il voto segreto su alcuni emendamenti, poi la “tagliola” sugli interventi in Aula per arrivare al voto l’8 di agosto e infine il corteo dei partiti di minoranza (M5S, Sel e Lega Nord) al Quirinale che Napolitano non ha ricevuto “perché indisposto”.

Il giorno dopo il primo a tornare all’attacco è  il leader del Movimento 5 stelle sul blog. “Un Parlamento votato con una legge incostituzionale”, scrive Grillo in una nota dal titolo “Aridatece er puzzone“, “un presidente della Repubblica che nomina come e peggio di un monarca tre presidenti del Consiglio senza passare dalle elezioni, un patto per cambiare la Costituzione di cui nessuno sa un beneamato cazzo fatto con un pregiudicato. Ora si vuole eliminare il Senato elettivo inserendovi i gerarchetti locali dei partiti e una Camera di nominati. Questo si chiama colpo di Stato. Mussolini ebbe più pudore. Non le chiamò riforme”. La risposta del presidente del Consiglio arriva poco dopo su Twitter: “Caro Beppe: si dice sole.Il tuo è un colpo di sole”. Prima, sempre sui social network, Renzi aveva ribadito l’intenzione di fare un referendum tra i cittadini in seguito all’eventuale approvazione del ddl Boschi: “Perché le opposizioni urlano? Di cosa hanno paura? Del voto degli italiani?”. Ribatte poi Grillo: “Sidicesole? No, #sidiceP2″ e allegata una foto in cui il presidente del Consiglio e Silvio Berlusconi sono ritratti come i Blues Brothers. ‘The P2 Brothers’, il titolo del fotomontaggio.

Grillo attacca poi il Presidente della Repubblica con il quale i 5 stelle, scrive sul blog, non avranno più contatti. “Il regista di questo scempio”, continua il post, “è Napolitano che dovrebbe almeno per pudore istituzionale dimettersi subito e con il quale le forze democratiche non dovrebbero avere più alcun rapporto. Il M5S non terrà d’ora in poi alcun contatto con un uomo che ha abdicato al suo ruolo di garante della Costituzione. Si spera che anche altre forze politiche si associno e lo isolino prima che sia troppo tardi, prima del buio a mezzogiorno”. Unica via d’uscita secondo il leader è il ritorno alle urne: “La via d’uscita da questa situazione”, conclude, “è rappresentata da nuove elezioni, la legge c’è. E’ quella emendata dalla corte costituzionale, con le preferenze e senza un abnorme premio di maggioranza. Il M5S non ha paura di tornare alle urne per rilegittimare il parlamento, anche domani se necessario. La minaccia di Renzie di nuove elezioni è una pistola scarica e lui lo sa”.

In contemporanea il presidente del Senato alla cerimonia del Ventaglio difende la sua posizione dopo gli scontri in Aula: “A proposito di tempi, ostruzionismo e contingentamento ,voglio dire che lo spettacolo offerto dal duro scontro politico di questi giorni mi ha molto addolorato e, in alcuni momenti, indignato. Non è questa l’immagine che la politica, e questa istituzione in particolare, deve dare al Paese”. E parla poi della decisione di concedere lo scrutinio segreto su alcuni emendamenti: “Sui criteri che mi hanno ispirato nella scelta di concedere il voto segreto su ben specifici emendamenti, la risposta è molto semplice: il regolamento non lascia alcun margine di interpretazione”. La seconda carica dello Stato respinge i dubbi sulla condivisione delle riforme e chiede nuovi interventi sul tema giustizia e corruzione: “Queste riforme sono attese da decenni, largamente condivise soprattutto nelle loro linee essenziali: superamento del bicameralismo paritario, nuovo equilibrio tra i due rami del Parlamento, snellimento del processo legislativo e riduzione del numero dei parlamentari”. E aggiunge: “La profonda crisi che l’Italia affronta, non solo economica e politica ma anche etica richiede interventi di diverso genere: liberalizzazioni, privatizzazioni, riforma mercato del lavoro, revisione spesa pubblica, modernizzazione P.A. Ma anche la riforma della giustizia e la lotta alla corruzione. Proprio stamattina ho proposto in Consiglio di Presidenza di prevedere nei regolamenti del Senato sui vitalizi e le pensioni dei senatori la cessazione di qualsiasi erogazione nei confronti degli ex senatori condannati in via definitiva per fatti di mafia, di corruzione e per altri gravi reati.“. E conclude chiedendo una riflessione sul ddl diffamazione per i giornalisti da approfondire dopo l’estate: “Ha alcuni importanti elementi di novità, primo fra tutti l’abolizione del carcere per i giornalisti”.

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