Favorevoli alla riduzione del numero dei senatori, a funzioni distinte tra Montecitorio e Palazzo Madama e al superamento del bicameralismo perfetto. Ma soprattutto il 73 per cento degli italiani vuole eleggere i propri rappresentanti e respinge un Senato “dei nominati”.

E’ quanto emerge dal sondaggio realizzato da Ipsos di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, che analizza le ‘preferenze’ degli elettori sulla riforma della Camera alta ed evidenzia come siano favorevoli anche alla scelta diretta “del presidente della Repubblica e del premier“. Sia a destra che a sinistra, poi, vogliono le primarie, nonostante l’astensionismo sia in crescita. Ma l’importante è “potere disporre del diritto di decidere”. A influire sulla preferenza dei cittadini anche gli scandali giudiziari che hanno travolto diversi consigli regionali che, come prevede la bozza del governo Renzi, sarebbero chiamati ad eleggere i futuri senatori. Il meccanismo secondo cui sono gli stessi politici ad eleggerne altri genera “sospetti e sfiducia”, oltre “ad espropriare i cittadini del diritto di scelta”.

Il secondo punto su cui si registra un consenso pressoché unanime riguarda il taglio dei costi della politica, con la riduzione dei senatori da 315 a 100, condivisa dall’87 per cento degli italiani che si dicono “molto d’accordo”. Oltre due su tre sono “molto” (43%) o “abbastanza” (25%) favorevoli all’assegnazione di funzioni distinte tra Camera e Senato e al conferimento a Palazzo Madama di “un potere di veto limitato a poche leggi, tra cui quelle costituzionali ed elettorali“. Una scelta legata alla necessità di velocizzare i procedimenti legislativi e all’insofferenza verso la loro attuale lentezza, specie “in un mondo nel quale tutto è divenuto più più veloce e nel quale, in ogni contesto, vengono richieste decisioni rapide”.

In ogni caso, spiega il sondaggio Ipsos, i contenuti della riforma del Senato, percepita come un tema di carattere strettamente politico e con implicazioni “di difficile comprensione per molti cittadini”, sono noti solo a pochi italiani: “solo il 3% dichiara di conoscerli in dettaglio, il 28% a grandi linee, il 33% ne ha solo sentito parlare ma non ne sa granché e il 37% ignora il tema”.

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