Diego Lugano, capitano della Celeste, con tutta probabilità non sarà in campo a guidare la squadra di Tabarez, ma ha voluto fare un appello al popolo uruguaiano postando una lettera molto sentita sui social network. Il difensore chiede “unione“, descrivendo pregi e difetti di un popolo “nato per le cose difficili“.

Ecco la versione integrale della lettera pubblicata da Diego Lugano

“Una richiesta a tutti gli uruguaiani.
Ogni Mondiale ci serve per riscoprire che noi uruguaiani non siamo come gli argentini, i tedeschi, i brasiliani, gli spagnoli o gli inglesi. Noi andiamo bene come uruguaiani e assomigliamo solo a noi stessi, anche se a volte vorremmo essere diversi. Non beviamo tereré o thé alle 5: beviamo solo mate, e a qualsiasi ora. Mangiamo asado, giochiamo al ‘truco’, amiamo il calcio e siamo capaci di sognare l’impossibile. Nel nostro destino ci sono gli sforzi e i miracoli. E la nostra passione sono state, sono e sempre saranno le sfide.

Siamo contraddittori, ingiusti, immaturi, sognatori e cocciuti… molto cocciuti. Non ci diamo mai per vinti, siamo guerrieri. Siamo piccoli, ma vogliamo essere giganti. Siamo una famiglia… e che famiglia! Chi va è sostituito da chi arriva, sembriamo una grande squadra di calcio (tanto grande che a volte ci facciamo male da soli). Le partite facili le rendiamo difficili, e a volte quelle difficili per noi diventano un po’ più facili. Giochiamo tutti assieme: ma quando vinciamo si dice ‘abbiamo vinto’, quando perdiamo si dice ‘hanno perso’.

Sappiamo che tre milioni di uruguaiani dipendono da noi, ma la sapete una cosa? Anche noi dipendiamo dai quei tre milioni di uruguaiani. Abbiamo bisogno di appoggio in ogni errore: ci piace che gli uruguaiani si emozionino, che piangano di gioia per ogni gol, per ogni pallone conteso… Sappiamo che nonostante ci critichino darebbero tutto per essere con noi a correre e aiutarci, e che sono i primi a gioire per le nostre vittorie. Sentiamo la pressione, certo che la sentiamo: per questo a volte quando gioca l’Uruguay sentiamo un’energia che non riusciamo a spiegare. Questo ci emoziona.

A poche ore da questa partita fondamentale, da questa enorme e difficilissima sfida, io chiedo a tutti gli uruguaiani di rimanere uniti: tifando per la Celeste, la cosa più importante. La Celeste è più importante di giocatori, capitani e risultati. Ci faremo forza assieme, perché quando il Paese è unito e la gente felice sentiamo come nessuno la nostra maglia. In questo modo siamo tre milioni di giocatori sul terreno di gioco; e lo facciamo con la voglia di vincere, con la pressione di sentirci obbligati a vincere e a non fallire l’appuntamento con la storia. Vi invito ad avere fiducia, ad avere pazienza, ad avere l’audacia di sognare il meglio. Non siamo nati per le cose facili, ma per quelle difficili: questa è una cosa difficile. Vi chiedo unione. Forza Uruguay!!!

 Un abbraccio, Diego”

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Italia – Uruguay 2014, Luis Suarez: “Italia? E’ forte, ma ha carenze difensive”

next
Articolo Successivo

Mondiali 2014, il ct dell’Uruguay Tabarez: “Italia favorita, ma possiamo batterli”

next