Il contratto di fornitura allo Stato italiano del vaccino pandemico (contro l’influenza suina) prodotto dalla Novartis “già nel 2010 parve straordinario, perché i fondi per il suo sviluppo erano interamente a carico del contribuente. Non c’era nessuna garanzia che questi vaccini funzionassero. E, sulle spalle dello Stato, vi era l’intera partita, compresi gli indennizzi in caso di effetti collaterali”. A parlare così è Tom Jefferson, un epidemiologo, co-fondatore della Sezione Vaccini della Cochrane Collaboration, un’organizzazione internazionale che studia l’efficacia degli interventi sanitari adottati dai Governi di tutto il mondo. Tra questi ci sono anche i vaccini anti-influenzali. E’ stato lui, sin dall’inizio della pandemia, la spina nel fianco dell’industria farmaceutica rispetto a diverse irregolarità riscontrate nei contratti di fornitura del Focetria, questo il nome del vaccino pandemico. “Con l’influenza aviaria nel 2005-2006, governi e stampa contribuirono a creare una psicosi, che gettò la base a tutti questi contratti di fornitura di vaccini pandemici e di altri farmaci anti-influenzali, come ad esempio il Tamiflu.” Su quest’ultimo medicinale prodotto dalla Roche, Jefferson non ha dubbi: “Si tratta di un farmaco poco efficace e soprattutto neurotossico”, per il quale ogni anno il governo italiano spende milioni di euro di soldi pubblici. Nel 2009, l’ordinativo di 24 milioni di dosi costò alle casse italiane 184 milioni di euro. A quell’epoca furono molte le polemiche che si scatenarono intorno ai contratti di fornitura firmati tra il governo e l’industria farmaceutica. Contratti che anche alla Corte dei Conti apparvero subito troppo sbilanciati a favore del produttore di vaccini. Nel 2009, infatti, in nome dell’urgenza e dell’eccezionalità, si superarono tutte le procedure di autorizzazione, mantenendo il più totale riserbo sulle clausole del contratto. Secondo Tom Jefferson la vicenda pandemia rappresenta “un fallimento multisistemico: un fallimento regolatorio, un fallimento della sanità pubblica, un fallimento dei media e degli operatori sanitari, primo fra tutti dei ricercatori”. Non solo. “Il meccanismo della pandemia influenzale – spiega – è ripetuta tutti i giorni in diversi altri ambiti, in cui malattie vengono completamente inventate oppure il loro effetto viene ingigantito per aumentare il mercato, spaventare la gente o per indurre persone a certe scelte di mercato”  di Francesca Nava, montaggio Samuele Orini

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