Autobus gratis, rinuncia dell’auto blu e il primo scontro istituzionale con il presidente della Regione Enrico Rossi. E’ la prima giornata da sindaco di Livorno di Filippo Nogarin, simbolo del successo del Movimento Cinque Stelle nella città guidata finora dai partiti di centrosinistra. La sera dello scrutinio che lo ha designato come primo cittadino aveva detto ironico: “Dov’è il fabbro che devo cambiare le serrature alle porte del municipio?”. Oggi (11 giugno) ha idealmente afferrato le chiavi della città quando si è sistemato su una spalla la fascia tricolore. L’insediamento a Palazzo Civico è avvenuto davanti a numerosi dipendenti comunali, giornalisti, fotografi e un’ampia rappresentanza di attivisti M5s. Barba incolta, vestito chiaro e cravatta multicolore a quadrettoni, occhiali neri sulla fronte: Nogarin, residente a Castiglioncello, a una mezz’oretta di auto da Livorno. Ma in Comune è arrivato in bici: “La utilizzo per spostarmi in città: a Livorno sono arrivato con la mia Audi”. Rinuncerà all’auto blu, primo evidente segno di rottura con il passato (a disposizione del sindaco c’era anche un autista). “La mia auto bianca può andare benissimo – dice Nogarin – Sarò io stesso a guidarla. Come mi sentivo mentre pedalavo verso Palazzo civico? Ho sentito il calore della gente che mi incoraggiava” dichiara l’ingegnere aerospaziale.

Nogarin, che ha sconfitto al ballottaggio l’esponente del Pd Marco Ruggeri, ha formalmente firmato la sua “investitura” davanti al segretario generale Antonio Salonia, tra coloro che potrebbero finire tra le “teste da tagliare” nella macchina amministrativa a Cinque Stelle. Firma avvenuta tra tanta emozione, sorrisi e qualche battuta. “Sindaco, guardi da questa parte per favore” è stato il ritornello di molti fotografi impegnati a immortalare il momento della firma. “Ora mentre faccio la firma vi guardo, state boni” ha controbattuto ridendo il neosindaco. 

Una volta indossata la fascia tricolore Nogarin è entrato per la prima volta da sindaco nella sala del consiglio comunale per illustrare alcune linee guida del suo mandato. Al primo punto resta la battaglia che la nuova amministrazione farà per fermare il progetto del nuovo ospedale che dovrebbe essere costruito a Montenero, una zona residenziale in una frazione a sud della città. “Vogliamo riqualificare quello esistente (che si trova in centro e la cui costruzione risale agli anni Trenta, ndr). Ci auguriamo che la Regione dirotti a questo scopo le risorse economiche inizialmente previste per quello nuovo”. Qui si consuma il primo scontro con la Regione che sul nuovo progetto (sottoposto anche a referendum consultivo che non raggiunse il quorum) ha investito 270 milioni di euro. Il presidente della Toscana Enrico Rossi spiega che la realizzazione del nuovo presidio “penalizzerà Livorno e rischia di fare di Livorno una sanità marginale rispetto anche al grande investimento che andiamo a fare a Pisa”. “Il cacciucco si può mangiare un giorno – ha aggiunto Rossi – però di queste cose è bene discuterne a mente fredda, anche davanti a un piatto, ma con le argomentazioni che noi pensiamo di avere. Speriamo che su questo si possa far tornare indietro il sindaco, riflettere, rimettere in discussione questa scelta, lo dico con sincerità e perfino con ingenuità”. Rossi ha osservato: “Non possiamo realizzare un ospedale contro la volontà dell’amministrazione locale”. D’altra parte la scelta di finanziare il nuovo ospedale ha avuto ragioni fondate, dice Rossi: “Sarebbe a mio parere sbagliato, scellerato, tornare indietro, perché nel vecchio ospedale a padiglioni non si può costruire un monoblocco, bisognerebbe abbattere i padiglioni, ma se si abbattono i padiglioni non si sa dove mettere i pazienti”. 

 

 

Tra le priorità indicate dal sindaco di Livorno anche la riduzione della Tasi e “un trasporto pubblico gratuito”. L’analisi dei conti Cct (Compagnia toscana Trasporti, ndr) è già iniziata: “L’incidenza del biglietto sul bilancio oscilla solamente tra il 5% e il 7%: l’obiettivo è ricavare questa somma dalla riduzione degli sprechi“. Si vuole intervenire anche sui compensi dei dirigenti comunali: “I bonus legati ai risultati saranno spalmati sull’intero apparato comunale coinvolgendo tutti i dipendenti”. La cerimonia finisce, Nogarin torna al suo nuovo lavoro. Poi un pranzo a base di pesce vicino al porto mediceo. Proviamo a contattarlo nel primo pomeriggio per avere notizie in merito alla sua agenda: “Potete per favore richiamarmi tra un’ora? Ho un incontro in corso”. Nessun dettaglio rivelato in merito. Intorno alle 16 lo risentiamo: “Chi incontrerò adesso? Ho un appuntamento con il sindaco uscente Alessandro Cosimi: devo sbrigare alcune pratiche formali inerenti il bilancio”. E dopo? “Incontri e ancora incontri, fino a tarda sera. Lavorerò 15 ore al giorno: voglio dare subito un’accelerata”. C’è anche da preparare l’importante impegno del fine settimana quando a Livorno arriverà il Dalai Lama: Nogarin consegnerà al leader spirituale la cittadinanza onoraria. La prima delibera che vorrebbe approvare? “Non saprei, dobbiamo ancora valutare”. Sul movimento 5 stelle labronico sono puntati gli occhi di tutta Italia. Il cellulare di Nogarin squilla in continuazione: “A questo punto – scherza uno degli stretti collaboratori del sindaco – ci manca soltanto che ci contatti Al Jazeera o la Cnn

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