Leggera flessione della disoccupazione giovanile in Europa. Ad aprile nell’area euro il tasso si è attestato al 23,5%, in calo rispetto al 23,9% dello stesso mese dell’anno precedente, mentre nell’Unione europea a 28 Stati al 22,5% dal 23,6% di aprile 2013. Quello che balza agli occhi, però, è la distanza abissale tra la Germania – che registra un tasso del 7,9% -, l’Austria (9,5%) e i Paesi più colpiti dalla crisi come Grecia (56,9%), Spagna (53,5%), Croazia (49%) e Italia (43,3%).

Nel complesso, nei 18 paesi dell’Eurozona anche la disoccupazione registra un lieve calo. Lo riporta l’Eurostat secondo cui lo corso aprile il tasso dei senza lavoro è sceso all’11,7%, rispetto all’11,8% di marzo e al 12% di aprile 2013. Se si estende il dato a tutti i 28 paesi dell’Unione europea, la quota dei disoccupati è passata dal 10,5 di marzo al 10,4% di aprile. Fra gli Stati membri i tassi di disoccupazione più elevati sono stati registrati in Grecia (26,5%) e Spagna (25,1%), mentre i più contenuti in Austria (4,9%) e Germania (5,2%). In Italia il tasso è rimasto stabile al 12,6% rispetto al mese precedente mentre il numero di disoccupati è diminuito dello 0,4% (-14 mila) su marzo, attestandosi a 3,2 milioni.

Ma nei 18 Stati torna a scendere anche l’inflazione  dove a maggio, su base annua, è stata pari allo 0,5% contro lo 0,7% di aprile. Già lo scorso marzo il tasso medio dell’inflazione nei 18 Paesi nell’area euro era stato pari allo 0,5%.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Disoccupazione, ad aprile il tasso è al 12,6%. Quella giovanile al 43,3%

prev
Articolo Successivo

Call center al collasso. Il 4 giugno a Roma scendono in piazza i lavoratori senza volto

next