“Il mercato degli affitti è l’unico business in cui il venditore non permette al compratore di verificare il prodotto: sciolto il contratto con l’inquilino precedente la relazione si esaurisce, e chi affitta casa non può sapere com’è andata a quello prima”. Il ragionamento è sensato, si faccia avanti chi almeno una volta non avrebbe voluto scoprire qualcosa di più della casa in cui si impegnava ad abitare. Mauro Truglio, romano di 30 anni, si è inventato un sito che permette di “recensire” gli alloggi presi in affitto, proprio come già si fa per ristoranti e simili. In poche settimane il suo rateyourflat.com ha già ottenuto un discreto successo e diffusione fra i media… neozelandesi.

Da circa un anno e mezzo infatti Mauro vive e lavora come bioinformatico presso la Massey University di Palmerston North, Nuova Zelanda. Dopo la laurea triennale a Roma in ingegneria biomedica e la specialistica a Bologna (dove ha sperimentato in prima persona la realtà degli affitti per studenti), Mauro ha lavorato un anno all’Università di Tor Vergata come borsista: “Le persone con cui lavoravo erano fantastiche, mi sono trovato molto bene. Quello che però non mi è piaciuto del mondo accademico era la competizione forzata, il farsi le scarpe, il dover pubblicare a tutti i costi anche quando il lavoro magari non è dei migliori. Nel frattempo comunque mi sono dato da fare lavorando anche come aiuto cuoco. Non fa male ogni tanto spegnere la testa e attivare le mani”.

In ogni caso, al termine di quell’anno di ricerca e di cucina Mauro decide di tentare un’avventura all’estero, e propone il suo curriculum quasi in tutto il mondo. Alla fine la scelta cade sulla Nuova Zelanda: dopo un colloquio via Skype gli viene offerto un lavoro, lui firma e parte. Lo raggiunge presto Silvia, la sua fidanzata biologa: “I laureati in biologia in Italia non se la passano molto bene, è venuta qui e ha trovato un dottorato che le piace. Abbiamo attraversato mezzo mondo per trovarci a lavorare a due piani di distanza, nello stesso edificio! Lo stipendio è paragonabile a quello italiano, ma l’ambiente è un’altra cosa. Mi spiace per la lontananza dalla famiglia e per le persone con cui lavoravo a Roma, ma per il resto venire qui è stato come respirare di nuovo”.

Certo, la vita in Nuova Zelanda ha anche qualche aspetto negativo: se ce ne fosse bisogno, 33 ore di volo per tornare a casa sono molte. L’ambiente della cittadina dove vive Mauro, poi, non è proprio frizzante: “Hanno spiagge bellissime, sempre vuote. Piazze e vie, sempre vuote. Alle cinque di sera chiude tutto, al massimo ci si trova al pub. Manca il divertimento per come lo intendiamo noi italiani, qui si beve e si chiacchiera, ma visto che non si sbottonano molto non c’è neanche granché da raccontarsi. Anche se abbiamo conosciuto molte persone, le risate vere alla fine ce le facciamo tra noi, io e la mia fidanzata”.

Diciamo insomma che all’Italia si pensa, seppur da lontano: lavorando al sito in Nuova Zelanda, il pensiero di Mauro era soprattutto ‘ispirato’ dal mercato degli affitti italiano, che in alcuni casi è una vera giungla. Il progetto di ampliare le recensioni a tutto il mondo è certamente ambizioso. “Volevo mettermi alla prova, vedere se riuscivo a costruire un sito così. Sono contento di essere stato subito contattato da media, persone che mi hanno dato validi consigli e anche da alcune ‘tenant union‘ (sindacato degli inquilini, ndr), una persino dagli Stati Uniti. Queste associazioni aiutano gli inquilini a scegliere le case da affittare, e lo fanno attraverso parametri di affidabilità e onestà. Alla fine esistono già realtà locali che fanno quello che il mio sito si propone, ma quello che spero di fare è renderlo globale. Mal che vada, è un’esperienza in più da mettere in curriculum”.

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