Renzi, Grillo, Marchionne e De Bortoli. Carlo De Benedetti parla di tutto. Ha cambiato idea e Matteo Renzi “non è furbo, ma intelligente”. Non pare averla cambiata su Beppe Grillo con il quale “abbiamo perso un comico e acquistato un fascistello populista” e è difficile dire cosa sia meglio tra lui e Silvio Berlusconi. A Sergio Marchionne dà 10 per aver salvato la Fiat, mentre al direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli dà un voto certamente più basso perché ha delle “debolezze”, come quella di aver dato pagina 3 all’intervista a Marina Berlusconi. Mentre come prossimo presidente della Repubblica vorrebbe Piero Fassino.

Intervistato da Giovanni Minoli al Festival della tv e dei nuovi media di Dogliani (Cuneo) il presidente del gruppo L’Espresso sul presidente del Consiglio dice di aver cambiato idea: “Non è furbo, ma intelligente. Ho scoperto che è una spugna, ha una quantità di energia mai vista”. Mentre su Grillo aggiunge che “batterà Berlusconi, ma è difficile dire cosa sia meglio tra due cose negative”. Secondo Carlo De Benedetti, “il capo dello Stato si dimetterà entro l’anno” e si andrà al voto in autunno. “Credo – ha aggiunto – che al presidente Napolitano il Pd stia sulle palle“. E dopo Napolitano “vorrei uno alto e magro. Sì, Fassino”.

De Benedetti ha anche commentato la situazione del mondo dell’editoria e in particolare di Rcs: “Leggo i giornali. Credo che qualcosa cambierà. Se non cambia è peggio per loro, per me da concorrente sarebbe meglio se rimanesse così. De Bortoli è un bravo direttore, ma a volte ha delle debolezze. Ha dato la terza pagina a Marina Berlusconi, io mi sarei fatto pagare”. 

Promozione a pieni voti per Sergio Marchionne “perché ha il merito di avere salvato la Fiat dal burrone in cui l’aveva fatta precipitare Romiti. Dieci dal punto di vista dell’immaginazione, del coraggio, ma quattro in comunicazione e sincerità. Fabbrica Italia non era molto credibile”. Giudizio poco tenero anche per Gianni Agnelli: “L’Avvocato Agnelli – scandisce – era uno straordinario ambasciatore del Paese, ma un pessimo imprenditore, lo sapeva anche lui”.

Infine un commento su Sorgenia. “Sono stati fatti errori con investimenti sbagliati, ma c’è anche stata una rivoluzione del mercato elettrico – dichiara il presidente onorario di Cir – Cosa mi auguro? Nulla, spero che l’azienda possa continuare a operare perché sarebbe uno spreco enorme avere centrali nuove utilizzandole a poco più del 20%”. “C’è un fattore di errori – aggiunge De Benedetti – che ognuno di noi può fare ma c’è stata una rivoluzione incredibile in Italia, in Europa e nel mondo rispetto a quando è nata Sorgenia”. Quanto al socio austriaco Verbund, che ha svalutato a zero la quota, De Benedetti ha osservato: “sarebbe stato meglio se le cose fossero andate in un altro modo, ma non possiamo costringere la repubblica austriaca a fare quello che vogliamo noi”. De Benedetti ha negato che si possa parlare di problemi di successione alla Cir: “sono contento di essermi ritirato da ogni carica operativa nel 2009, assicurando una gestione manageriale alla società”. 

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