Il problema dello stress da lavoro diventa una priorità europea. Condizioni di lavoro insostenibili, ritmi serrati, rapporti con colleghi e capi, possono trasformare il nostro ufficio in una prigione. Proprio oggi è stata lanciata un’iniziativa dell’Unione europea per sensibilizzare lavoratori e aziende su questo tema: la Healthy Workplaces Campaign 2014-2015.

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute al lavoro ha stimato che il 50-60% delle assenze dei lavoratori è dovuto a sindromi legate allo stress da lavoro, e in particolare alla gestione sbagliata dei capi. “Lo stress è il secondo problema di salute riportato dai lavoratori”, spiega il commissario europeo responsabile di occupazione, affari sociali e inclusione László Andor. “L’impatto dello stress lavoro-correlato ha anche una ricaduta economica importante per via dell’assenteismo e del carico di spesa sul sistema sanitario”.

Il messaggio è rivolto principalmente al datore di lavoro: lo stress dei dipendenti può e deve essere essere gestito, con lo stesso impegno con cui si affrontano le tematiche legate alla sicurezza. “Un luogo di lavoro salutare – aggiunge il commissario nel suo intervento di lancio della campagna – porta a una maggiore produttività e alla creazione di pensionati in migliori condizioni generali di salute”. 

Sul sito healthy-workplaces.eu sono già disponibili alcuni strumenti pratici per individuare e prevenire il disagio psicosociale e per promuovere efficaci strategie di prevenzione delle più diffuse malattie stress-correlate.

Per l’Italia il punto di riferimento è l’Inail. Per maggiori informazioni si può visitare la pagina internet dell’Istituto dedicata alla campagna.

Sono previsti anche una serie di convegni e seminari dedicati soprattutto ai capistruttura, per insegnare loro come gestire il personale e come creare ambienti di lavoro più sereni e quindi più produttivi (vedi agenda).

La campagna su Twitter:
@EU_commission
@EU_OSHA 
#EUmanagestress 

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