Nel dibattito pre congressuale in corso alla festa nazionale del Pd a Genova, Massimo D’Alema si inserisce come semplice tesserato. Intervistato dalla direttrice del tg3 Bianca Berlinguer, garantisce: “Non ho più nessun ruolo, passo la maggior parte del mio tempo all’estero”. E racconta di essere appena rientrato da Cracovia: “Una tre giorni per il più importante forum sull’Est Europa, dove”, assicura, “non c’era nemmeno un giornalista italiano”. E aggiunge: “Ci fosse stato mi avrebbe sicuramente importunato su Renzi”. E proprio del sindaco di Firenze, favorito nella corsa per la segreteria del Pd, si parlerà per la gran parte dell’intervista. “Anche il premier Letta lo appoggerà, non può permettersi di perdere il congresso”, assicura, ammettendo un certo fastidio per quelle che definisce “conversioni dell’ultim’ora”. Perché, chiarisce, “un congresso si può perdere, la dignità no”. E attacca: “Renzi ha il sostegno della maggior parte della nomenclatura del partito. Uno strano tipo di rivoluzionario, mi pare”. Non gli piace la pretesa del rottamatore di candidarsi alla segreteria e di puntare contemporaneamente alla premiership. “Dice che vuole continuare a fare il sindaco di Firenze: non ha idea cosa significhi guidare un grande partito”. D’Alema, che per il congresso ribadisce di sostenere la candidatura di Gianni Cuperlo, chiede un segretario che si dedichi al Pd, “senza ambizioni di incarichi pubblici”. Una sfida impari, ammette: “Matteo è già il candidato dei giornali, della televisione e di buona parte della nomenclatura”, analizza, “ma l’esito non è scritto. Ci batteremo, non ci arrendiamo prima ancora di cominciare. La nostra voce sarà in ogni circolo” di Franz Baraggino

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