E’ morta a Milano l’attrice Franca Rame. Nata a Parabiago nel 1929, avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 18 luglio. Accanto a lei il marito Dario Fo e il figlio Jacopo. Per il fattoquotidiano.it aveva scritto di sé: “Sono nata in una famiglia con antiche tradizioni teatrali, maggiormente legate al teatro dei burattini e delle marionette. Ho debuttato nel mondo dello spettacolo appena nata e nel 1950, assieme ad una delle sorelle, ho lavorato nella rivista con Marcello Marchesi. Nel 1954 ho sposato Dario Fo, con cui quattro anni dopo, ho fondato la Compagnia Dario Fo-Franca Rame. Nel 1968, sempre al fianco di Dario, ho abbracciato l’utopia sessantottina fondando il collettivo ‘Nuova scena’ dal quale, dopo aver assunto la direzione di uno dei tre gruppi in cui era diviso, mi sono separata per divergenze politico-ideologiche insieme a Dario: ciò porterà alla nascita di un altro gruppo di lavoro, detto ‘La comune’, con cui ho interpretato spettacoli di satira e di controinformazione politica anche molto feroci. Sempre con Dario ho sostenuto l’organizzazione ‘Soccorso rosso militante’. A partire dalla fine degli anni anni ’70, ho partecipato al movimento femminista e ho iniziato a interpretare testi di mia composizione. Nel 1971 ho sottoscritto l’appello pubblicato sul settimanale L’Espresso contro il commissario Luigi Calabresi. Nel marzo del 1973, sono stata rapita da esponenti dell’estrema destra e ho subito ogni tipo di violenza. Il reato contestato ai miei aguzzini è andato in prescrizione dopo 25 anni”. 

Sul nostro sito “Lettere d’amore a Dario” – Nella sua biografia per il blog sul nostro sito, inaugurato nel luglio 2010, Franca Rame ripercorre le tappe della sua vita. Dalla nascita in una famiglia di artisti, all’amore per Dario Fo, passando per l’imprescindibile impegno politico e a favore dei diritti delle donne. Sempre per il fattoquotidiano.it aveva scritto “Lettere d’amore a Dario in cui l’attrice racconta se stessa: “Quando ero piccola avevo un pensiero che mi esaltava: morire – scriveva – Quando morirò? Com’è quando si muore? Come mi vestirò da morta?”. Un lungo racconto in prima persona: “A volte mi stendevo sul lettone di mamma: aspettavo che qualcuno mi venisse a cercare e si spaventasse…scoppiando in singhiozzi. “E’ mortaaa! Franchina è mortaaaaa?!” E tutti a corrermi intorno piangendo…”. Poi il salto nel presente: “Ora siamo nel 2013. Da allora sono passati molti anni. Sono arrivata agli 84 il 18 luglio. Faremo una bella festa tutti insieme”. Poi un’affettuosa descrizione del figlio Jacopo: “Era un bimbo molto curioso e pensoso. Chiedeva sempre: e cosa vuol dire questo e perché no. Una volta, aveva 5 anni, gli chiesi: “Che fai Jacopino?”. “Do da mangiare al vento…”. Ero un po’ preoccupata”. Il racconto delle nipotine, delle feste estive a Cesenatico e un tocco di poesia quando Franca racconta di un dialogo immaginario con una stella, “una stella delle Brigate rosse”: “Sono tanto triste perché sono disoccupata. Ho perso il mio lavoro – dice l’attrice alla stella. Sono felice di aiutare Dario che è il MIO TUTTO, curare i suoi testi, prepararli per la stampa, ma mi manca qualcosa… quel qualcosa che non mi fa amare più la vita”. E quel qualcosa è il teatro. Infine, la conclusione: “Caro Dario tutto quanto ho scritto è per dirti che se non torno in teatro muoio di malinconia“. 

L’ultima battaglia politica: via gli impresentabili dal Pd – Il 16 gennaio scorso, poco prima delle elezioni politiche, Franca Rame lancia un appello dalla colonne de Il Fatto Quotidiano: “Via gli impresentabili dal Pd“. Ex senatrice dell’Italia dei valori dal 2006 al 2008 (“Lasciai non condividendo gli orientamenti governativi”, spiegò), Franca chiede ai dirigenti del Partito democratico, in primis all’allora segretario Pier Luigi Bersani, di “cancellare dalle liste dei candidati i nomi degli “indegni”: condannati, imputati, indagati, portatori di conflitti d’interesse e amici degli amici, soprattutto in Campania e in Sicilia”. “Spero che oggi – l’auspicio finale – cari dirigenti del Pd, voi prendiate decisioni che piacciono agli italiani. Pensateci bene. Altrimenti sarà guerra fredda, perché sarete voi (e non Ingroia o Grillo) a far vincere Berlusconi”.

Nel 1973 il rapimento e lo stupro – Il 9 marzo del 1973 Franca Rame viene rapita da esponenti dell’estrema destra e subisce violenza fisica e sessuale. Quell’episodio – rievocato nel 1981 con il monologo “Lo stupro” – invece di fiaccarla dà nuovo vigore al suo impegno politico. Nel 2009 scrive, sempre con il marito Dario Fo la sua autobiografia intitolata ‘Una vita all’improvvisa. Tra dicembre 2011 e marzo 2012, con Fo, ha riportato in scena ‘Mistero buffo‘ in una serie di spettacoli nel nord Italia. Il 19 aprile dello scorso anno era stata colpita da un ictus e ricoverata d’urgenza al policlinico di Milano.

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