Una volta vinto il seggio “l’eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno”. Beppe Grillo interviene in un post sul suo blog criticando l’articolo 67 della Costituzione secondo cui “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Quindi “dopo il voto il cittadino può essere gabbato a termini di Costituzione“. In Parlamento, dunque, si pratica la “circonvenzione di elettore”, una prassi “molto comune nel Parlamento italiano, adottata da voltagabbana, opportunisti, corruttibili, cambiacasacca”. Ed è così praticata “da essere diventata scontata, legittima, la norma. Non dà più scandalo”. In questo modo “viene concesso al parlamentare libertà preventiva di menzogna, può mentire al suo elettore, al suo datore di lavoro, senza alcuna conseguenza invece di essere perseguito penalmente e cacciato a calci dalla Camera e dal Senato“.

Infatti “l’elettore, al momento del voto, crede in buona fede alle dichiarazioni di Tizio o Caio, di Scilipoti o De Gregorio. Lo sceglie – prosegue Grillo – per la linea politica espressa dal suo partito e per il programma. Gli affida un mandato di un lustro, un tempo lunghissimo, per rappresentarlo in Parlamento e per attuare i punti del programma”. Non solo: “gli paga lo stipendio attraverso le sue tasse perché mantenga le sue promesse”. Ma nonostante il voto sia “un contratto tra elettore ed eletto ed è più importante di un contratto commerciale” è ritenuto “del tutto legittimo il cambio in corsa di idee, opinioni, partiti. Si può passare dalla destra alla sinistra, dal centro al gruppo misto, si può votare una legge contraria al programma. L’articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Questo consente la libertà più assoluta ai parlamentari che non sono vincolati né verso il partito in cui si sono candidati, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori”.

Senza vincolo di mandato, prosegue il leader 5 Stelle, “per cinque anni il parlamentare vive così in un Eden, in un mondo a parte senza obblighi, senza vincoli, senza dover rispettare gli impegni, impegni del resto liberamente sottoscritti per farsi votare, nessuno lo ha costretto con una pistola alla tempia a farsi inserire nelle liste elettorali”. E oggi il Guardian pubblica anche un’intervista di Dario Fo, secondo cui ”Grillo sta salvando l’Italia” dove il prmeio Nobel e sostenitore M5S sottolinea come “occorreva un visionario surrealista come Beppe Grillo per salvare l’Italia”.

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