La crisi rallenta anche le vendite al dettaglio. A settembre 2012 sono diminuite dell’1,7% rispetto allo stesso mese del 2011. Si tratta del sesto calo consecutivo su base annua, secondo quanto rilevato dall’Istat. La diminuzione è dovuta a contrazioni sia per i prodotti alimentari (-0,6%) sia per il “non food” (-2,4%). Nel complesso guardando ai primi nove mesi dell’anno, la contrazione, a confronto con lo stesso periodo del 2011, risulta pari a -1,7%.

Il ribasso è sintesi di un leggero calo delle vendite alimentari (-0,1%) e di una discesa più marcata per i restanti settori (-2,4%). Mentre, su base mensile, le vendite crescono dello 0,2% per i prodotti della tavola, restando ferme per i non alimentari. A settembre pagano il prezzo più alto delle flessioni i piccoli negozi, con una diminuzione annua del 3,5%. Invece risulta positiva la grande distribuzione (+0,6%). In particolare fanno segnare un forte aumento i discount (+3%). Al contrario, scendono le vendite, sempre su base annua, negli ipermercati (-0,6%). Guardando i diversi settori del non alimentare, le diminuzioni tendenziali più rilevanti riguardano i prodotti farmaceutici (-5,8%), foto-ottica e pellicole (-4,3%) ed elettrodomestici, radio, tv e registratori (-3,9%). L’indice delle vendite al dettaglio incorpora la dinamica sia delle quantità che dei prezzi.

E sono proprio alcuni generi alimentari a aver subito delle impennate. In particolare i prezzi dei prodotti agricoli tra luglio e settembre hanno registrato un forte balzo: +10,3% sul trimestre precedente e +9,8% su base annua. L’Istat rileva, in particolare, che schizzano in alto i listini per il vino (+20,6%) e per la frutta (+18,8%). Invece risultano in calo i prezzi delle patate (-2,2%) e dell’olio d’oliva (-0,9%). “E’ recessione piena e resta critica la situazione dei consumi delle famiglie” ha commentato Confcommercio in una nota.

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