Alla fine la spuntano le famiglie e i figli nella classifica tra chi vince e chi perde nelle norme della legge di Stabilità modificate dalla Camera. Arrivano infatti più detrazioni per i figli a carico con un peso inversamente proporzionale al reddito: meno stipendio, più detrazioni. E detrazioni che aumentano al calare dell’età dei bimbi e che diventano più pesanti per i figli diversamente abili. Per le imprese si inizia invece ad agire sull’Irap anche per i mini-imprenditori. Ma salta contemporaneamente un pezzo rilevante del fondo produttività: in attesa di accordo tra le parti sociali, 250 milioni vengono dirottati sui comuni per far fronte ai danni del maltempo. Anche se il fondo viene complessivamente rimpinguato di 800 milioni (600 nel 2014 e 200 nel 2015).

Ma vengono “rosicchiate” anche le franchigie, la no tax area dell’Irap: si abbassano per far posto (500 milioni circa) appunto ai micro-imprenditori, cioè, ad esempio, chi non ha dipendenti. Quindi intanto i comuni possono essere registrati tra i “vincitori” di questa partita. Anche se un pezzo importante di manovra che li riguarda è ancora in ballo: si punta infatti (in Senato) ad allentare il patto di stabilità interno sempre per consentire ai municipi di spendere risorse per far fronte ai rischi idrogeologici. Tra i perdenti gli investitori, soprattutto i più incalliti. Arriva infatti nell’ordinamento italiano la Tobin tax sulle transazioni finanziarie. Tassa però ancora da perfezionare: si punta a fissare tra l’altro a fissare l’italianità anche dell’emittente dei prodotti finanziari per aggirare inevitabili fenomeni di delocalizzazione.

E tra i vincitori (ancora parziali) anche i lavoratori della sicurezza: salta in parte il blocco del turn over ma si punta a nuove risorse, o almeno ad attenuare i tagli che già si sono abbattuti sul comparto. Perdono in parte, per il momento, le vedove dei pensionati di guerra: gli assegni sono salvi, ma resta la tassazione sulla reversibilità se l’assegno originario è alto. Ma anche su questo c’è l’impegno del governo e dello stesso premier ad intervenire a Palazzo Madama, dove il ddl è atteso dopo la fiducia alla Camera. E sembra chiusa la partita esodati con le ultime tutele aggiunte, anche se il calcolo definitivo della platea è di là da venire. Tra tutti c’è comunque una categoria più generale che continua a perderci: i consumatori. L’aliquota intermedia dell’Iva rimarrà infatti invariata al 10%, ma quella del 21% salirà al 22% con un effetto – stimano i consumatori – di più 225 euro a famiglia. Non resta che sperare nel fondo calo tasse che dovrebbe dirottare risorse anche sulle stesse famiglie.

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