Lavoro, la nuova Mecca è il Canada” titola il Sole 24 Ore di domenica. Il Canada, secondo il quotidiano della Confindustria, è alla ricerca di 20.000 ingegneri, architetti, medici e avvocati e non riuscirebbe a trovarli. La realtà, come al solito, è decisamente più complicata. Se prendiamo, ad esempio, gli avvocati, come potrebbe mai esercitare la professione un avvocato che ha studiato solo in Italia? Le differenze tra i due sistemi giuridici sono siderali: per esempio, qui la diffamazione non è un reato, chiunque sia maggiorenne e respiri può fare una notifica e le sentenze sono immediatamente esecutive.

Se avete intenzione di cambiare aria vi consiglio di lasciar perdere Il Sole e di leggere il blog Diario da Vancouver

Il blog e la pagina facebook sono un’idea di Diego Marchi e di Jle Zago. Diego ed Jle sono due ragazzi di Udine che, stanchi del sistema Italia, si sono trasferiti un anno fa qui in British Columbia. Il blog era nato come un modo per tenersi in contatto con parenti e amici in Friuli ma, a poco a poco, è diventato un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono trasferirsi a Vancouver. Rileggendo quello che scrivono Diego ed Jle si ripercorre quello che si prova quando ci si trasferisce all’estero. Le gioie (il nuovo lavoro, le nuove amicizie, le nuove esperienze), la nostalgia (i genitori, il cibo, gli amici) e le frustrazioni (l’inglese, le maniere, le abitudini) sono tutti dettagliatamente descritti. Quello che sorprende del blog è la franchezza. Qui a Vancouver non sono tutte rose e fiori e, se la gente fa la fila e gli autisti degli autobus sono gentili, è anche vero che è molto ”cool” sputare per terra e cospargere di parmigiano qualsiasi pietanza. Se è vero che la benzina costa la metà è anche vero che il vino costa più del doppio e se è vero che tutti sono gentilissimi è anche vero che è difficile fare delle amicizie non superficiali.

Quello che di importante traspare dal blog è la tenacia e la voglia di mettersi in gioco e di non arrendersi mai dei nuovi arrivati, anche quando, nel colorificio in cui lavora, chiedono ad Jle degli occhiali di sicurezza (goggles) e lei si chiede: “che c’entra Google adesso?”

Diario da Vancouver è una ulteriore prova di quanto la politica italiana abbia ignorato i ragazzi italiani: mentre il Parlamento dibatteva lodi, legittimo impedimento, intercettazioni, Cirami, ex-Cirielli e Ruby-nipote-di-Mubarak migliaia di giovani facevano le valigie.

In Italia restano (e prosperano) veline, meteorine, letterine, tronisti, il Trota ed Er Batman, da noi a Vancouver arrivano Diego ed Jle.

Il Canada, sentitamente, ringrazia.

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