“Avere Anna Maria Cancellieri qui tra noi è un segno di credibilità istituzionale e umana”. È soddisfatto Virginio Merola, perché nel discorso dal palco davanti alla stazione di Bologna, poco dopo le 10.25, non è solo a portare il difficile fardello delle istituzioni, ma può condividerlo con Anna Maria Cancellieri, rappresentante del governo e che tanto bene conosce la città. Non parla il ministro dell’interno, non davanti alla stazione in mezzo a tanta folla, ma ascolta le dure parole di Merola, che dice: “Quel lontano due agosto del 1980 sono state uccise persone come noi. Dopo quella bomba anche noi avremmo potuto diventare un’eterna sala d’aspetto in attesa della verità, ma così non è stato. Ci siamo fatti giustizia alla luce del sole e abbiamo tramandato una storia terribile e semplice. Per 32 anni non abbiamo smesso di raccontare questa storia. Non dimenticare è una risurrezione continua della società: abbiamo bisogno di una memoria condivisa, che racchiuda le cose buone e cattive del nostro passato. Una cosa va detta qui, in questa piazza: non hanno vinto loro, abbiamo vinto noi”.

Lo continua a ripetere il Sindaco di Bologna, tre, quattro volte, scandendo le parole e gridandolo forte davanti alla folla di cittadini e familiari delle vittime: abbiamo vinto noi. E con noi, Merola intende cittadini e lavoratori che devono, dice, sentirsi i protagonisti di questa commemorazione.

“Qualcuno potrebbe dire – ha continuato il sindaco, – che questa commemorazione è vecchia, è rituale e al tempo di una così devastante crisi economica ci sono cose più importanti. Ma io dico, chi erano i nostri morti, le vittime di quella strage? Non erano spettri, ma persone simbolo di un’Italia che lavora e che era rimasta sotto le macerie. Erano lavoratori e questa commemorazione deve servire perché i sacrifici di oggi trovino senso nella rinascita civile e sociale dell’Italia. Oggi ogni bolognese porta con orgoglio una cicatrice. Abbiamo vinto ricordatevelo e continueremo a cercare giustizia perché Bologna è città medaglia d’oro alla resistenza e al valor civile”.

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