Prosegue a rilento l’inchiesta della Procura di Modena aperta conseguentemente al crollo dei capannoni nelle zone colpite dal sisma, dove hanno perso la vita 17 persone, tra operai, imprenditori e persino un ingegnere. Il caos conseguente alla condizione di persistente instabilità sembra intaccare anche il normale decorso della magistratura.

Il procuratore capo di Modena, Vito Zincani, infatti, conferma la prosecuzione dell’inchiesta, ma non nasconde problemi legati ai tempi, parlando di ritardi dovuti all’interruzione delle linee telematiche. «Purtroppo – afferma il procuratore Zincani – il ritardo si aggiunge al ritardo. Avevamo l’illusione di fare presto, ma dobbiamo pazientare ancora. La trasmissione degli atti diventa complessa, infatti, poiché le linee telematiche sono interrotte».

Gli atti che la procura dovrà ricevere dalle zone in cui si sono registrati i crolli, infatti, dovranno probabilmente essere trasmessi a mano e questo ha rallentato la procedura giudiziaria, che si sperava potesse partire al più presto. «Aspettiamo con un certo ritardo – aggiunge Zincani – gli atti, che speravamo di ricevere oggi stesso».

Nonostante i ritardi saranno probabilmente decine gli avvisi di garanzia che la magistratura modenese emetterà.

L’ipotesi di reato resta quella di omicidio colposo e disastro aggravato. Allo stato attuale procedono, dunque, gli accertamenti di natura tecnica. In primo luogo dovrà valutarsi la resistenza sismica dei capannoni, ma anche la loro costruzione, la manutenzione, i collaudi e i materiali utilizzati.

Gli operai, infatti, hanno perso la vita sotto il crollo di strutture industriali non di antica costruzione e se si considera che la legge antisismica è entrata in vigore nel 2003, la richiesta di giustizia da parte dei familiari delle vittime diventa più che mai indifferibile. Anche dopo il primo sisma, infatti, quello del 20 maggio, a crollare sono stati capannoni – è stata la più frequente dichiarazione degli imprenditori colpiti – di più recente costruzione, mentre sono rimasti quasi integre costruzioni anche di trent’anni fa.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Piove sul terremoto in Emilia. Gabrielli: “Soccorsi sempre più difficili”

next
Articolo Successivo

La Parma a 5 Stelle congela il caso Tavolazzi: “Niente direttore generale”

next