Il rapper J-Ax

Il nuovo inno del Pdl copiato da un brano rap. E’ l’accusa del cantante J-Ax, al secolo Alessandro Aleotti, ex leader degli ‘Articolo 31’, che ha scovato sgradite somiglianze tra il testo berlusconiano e una vecchia hit della band.

“Noi siamo il popolo della libertà, gente che spera, che lotta e che crede nel sogno della libertà”, è il ritornello della canzone “Gente della libertà”, che Silvio Berlusconi ha appena fatto ascoltare allo stato maggiore del partito. Parole che ricordano “Gente che spera”, contenuta nel settimo album degli Articolo 31, datato 2002. E a chi glielo ha fatto notare ieri sera tardi attraverso i social network, chiedendo se si sentisse imbarazzato, J-Ax ha risposto su twitter, entro i canonici 140 caratteri: “Domani denuncio Berlusconi. Buonanotte. Incredibile. Cazzo”.

Il nuovo inno del Pdl, presentato ieri sera a villa Gernetto da Silvio Berlusconi, è tutto dedicato al Popolo della libertà: “Gente che non prova invidia”, “che non si arrende e non si arrenderà”, “che resisterà”. E ancora, “Gente che ama la luce, che non prova invidia e odiare non sa. Gente che non ha rancore e ha come valore la sua libertà e porta insieme una bandiera nuova, che non si arrende e non si arrenderà, che lotta per la verità, è questo il popolo della libertà”.

Con un sottofondo melodico ancora inedito, il testo continua: “Grande sogno che ci unisce, un sogno si realizzerà, grande la forza che ci chiama, la forza che ci dice che il bene vincerà per sempre. Grande la voglia di votare, la voglia di cambiare l’Italia che verrà. Noi siamo il popolo della libertà. Gente che crede e che lotta, che crede nel sogno della libertà, gente che prende la mano, che guarda lontano, che resisterà e porta insieme una bandiera nuova, che non si arrende e non si arrenderà, che lotta sempre per la verità. E’ questo il popolo della libertà. Grande è il sogno che ci unisce, il nostro sogno che si realizzerà, grande la forza che ci chiama, la forza che ci dice che il bene vincerà per sempre. Grande la voglia di lottare, la voglia di cambiare l’Italia che verrà. Noi siamo il popolo della libertà, noi siamo il Popolo della libertà”.

Secondo i fan di J-Ax, sono parole che ricordano il brano del 2002 ‘Gente che spera’, il cui ritornello recita: “Noi, gente che spera cercando qualcosa di più in fondo alla sera noi gente che passa e che va, cercando la felicità…” (qui il testo completo).

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

I redditi online dei ministri: tutti i patrimoni sui siti istituzionali

prev
Articolo Successivo

Monti: “Italia meno vicina al baratro. Con accordo greco rischio contagio più lontano”

next