Il costo del Quirinale per le casse dello Stato nel 2011 è stato pari a 228 milioni di euro ed è sostanzialmente tornato al livello del 2008, nonostante un tasso di inflazione complessivo degli ultimi tre anni pari all’8,4 per cento. E il bilancio del 2012 è impostato su una richiesta al Tesoro della stessa dotazione.

Lo si legge in una nota pubblicata sul sito della presidenza della Repubblica: “Il bilancio di previsione per il 2012 dell’Amministrazione della presidenza della Repubblica è stato impostato, come già anticipato in precedenti comunicazioni, sulla base di una dotazione a carico del bilancio dello Stato di 228 milioni di euro, pari a quella del precedente esercizio finanziario, già inferiore di 3.217.000 euro rispetto a quella del 2009. Tale dotazione è stata altresì confermata anche per il 2013 nel bilancio pluriennale 2012-2014″.

La spesa complessiva della “macchina” del Qurinale prevista per il 2012, continua la nota, è “di 245,3 milioni di euro (237,2 al netto anche delle ritenute previdenziali a carico del personale), rimanendo sostanzialmente invariata rispetto sia al dato del bilancio assestato 2011 sia a quello dell’iniziale bilancio di previsione dello stesso anno”.

Il personale a disposizione del presidente Giorgio Napolitano si è ridotto di 394 unità rispetto al 31 dicembre 2006, continua il comunicato. Nel corso del 2011 si è avuta una riduzione di 20 assunti (da 843 a 823) mentre è rimasto stabile l’ammontare del personale comandato e a contratto (103 unità), sia del personale militare e delle Forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza (861 unità).

Il contenimento dei costi, spiega il sito del Quirinale, è stato reso possibile grazie a una riorganizzazione avviata dall’inizio del settennato, con misure come il blocco del turn over del personale di ruolo, l’introduzione del regime pensionistico contributivo, la soppressione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, il blocco degli stipendi e delle pensioni al livello del 2008 fino al 2013 e la revisione di tutti i comparti della spesa per beni e servizi.

“Sulla richiesta, reiterata anche di recente, di trasformare almeno parte del Quirinale in un museo”, si legge ancora nel comunicato, “si fa presente che già oggi l’Amministrazione gestisce l’intero Palazzo come tale, assicurandone altresì la più ampia fruizione da parte del pubblico, dimostrata dalle quasi 250.000 presenze di visitatori nel corso del 2011”.