Lesioni gravissime è l’ipotesi di reato contenuta nel fascicolo che la procura della Repubblica di Bologna ha aperto contro ignoti dopo l’infortunio sul lavoro verificatori sabato scorso in una galleria della Variante di Valico, il tratto autostradale che rafforzerà la A1 tra il capoluogo emiliano e Firenze. Per far luce sull’esatta dinamica dei fatti e per evitare future situazioni di rischio, i magistrati hanno disposto il sequestro anche della fresa al centro dell’incidente, il macchinario di 120 metri che era utilizzato nella galleria Sparvo, a Castiglione dei Pepoli.

“Si tratta di un provvedimento che durerà il tempo per le verifiche necessarie”, ha dichiarato il procuratore aggiunto Valter Giovannini. Il quale, oltre alla mega fresa, ribattezzata con il nome di Martina, ha disposto anche l’acquisizione delle immagini della telecamera che si trova alla testa della macchina. In questo caso, occorrerà capire se il girato comprende materiale memorizzato, per cui potenzialmente utile a ricostruire quanto avvenuto lo scorso 28 gennaio intorno alle 15, oppure se si tratta di un sistema per la visione in diretta di quanto sta avvenendo, nel momento dell’utilizzo del dispositivo.

In parallelo la procura di Bologna ha disposto anche il blocco del cantiere, già fermato tra sabato e domenica dalla Spea, la società che per il gruppo Autostrade è la committente dei lavori e che ne ha dato comunicazione alla Toto, l’azienda che sta scavando all’interno della galleria Sparvo e che ha in gestione “Martina”. “Diamo atto del gesto di sensibilità dimostrato dalle due imprese”, ha aggiunto Giovannini. E se già ieri, lunedì, i tecnici dell’Asl avevano condotto un primo sopralluogo nel cantiere, l’intervento verrà ripetuto nei prossimi giorni. A quel punto anche persone individuate da Spea e Toto potranno partecipare alle verifiche sulla sicurezza dell’area di lavoro.

L’incidente di sabato scorso al centro dell’indagine bolognese ha provocato un ferito tra gli operai, un uomo di 50 anni residente a Viterbo. In base alle prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri del comando provinciale di Bologna, la fresa “Martina” era in funzione quando, per motivi ancora in corso di accertamento, sarebbe scivolata fuori dalla sede a cui avrebbe dovuto essere assicurata. Il movimento improvviso dell’attrezzo, che già qualche mese fa (era la metà di novembre) si sarebbe bloccato mentre era in funzione, non ha consentito all’operaio di spostarsi in tempo ed è stato colpito a una gamba, riportando una frattura e una ferita che ha provocato un’emorragia.

Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna, l’uomo è stato ricoverato in rianimazione a causa della profondità della lesione, per quanto non sia stato giudicato in pericolo di vita. A quel punto era intervenuto il primo stop della Spea e si era attivata la magistratura. La quale, sempre a proposito della Variante di Valico, ha già un fascicolo aperto su un’altra galleria, quella nel comune di Ripoli, una frazione di San Benedetto in Val di Sambro, a causa di una frana attiva che si muove. In questo caso sono in corso accertamenti per stabilire se e di quale entità potrebbero essere i rischi per la popolazione dei centri abitati della zona.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Napolitano: “Province? Rimasti a metà. Usciremo dalla crisi solo con sacrifici”

prev
Articolo Successivo

Sicurezza alimentare, bufera sull’Efsa. Scoppia un caso per conflitto d’interessi

next