Lo spread tra Bot decennali italiani e Bund tedeschi si infiamma di nuovo dopo le feste natalizie, toccando quota 508 punti, pari a un tasso d’interesse per i titoli del debito pubblico italiano del 7%. Dopo aver aperto a 505,59, l’indice di rischio del nostro paese rispetto alla Germania è arrivato a un picco di giornata di 518. “Se uno vuole capire come mai lo spread italiano viaggia ancora sui 500 punti nonostante il fior di manovra che il governo Monti ha fatto passare, vada a leggersi gli ‘outlooks’ per il 2012 delle grandi banche”, scrive l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato su Il Sole 24 Ore. “L’Italia è in testa fra i paesi critici, ma non per mancanza di disciplina. Lo è per mancanza di crescita”. Domani il Tesoro metterà in asta titoli di Stato a 6 mesi e con scadenza 2013 fino a un totale di 11,5 miliardi e dopo domani Btp con scadenza 2014 e 2022 fino a 8,5 miliardi.

Intanto è record storico per i depositi delle banche europee alla Bce: gli istituti di credito, pur inondati di liquidità, continuano a non prestarsi soldi fra loro e stentano a finanziare famiglie e imprese, preferendo invece parcheggiare i fondi di fronte al timore di nuovi scossoni della crisi. Secondo i dati pubblicati giornalmente dalla Banca centrale europea i depositi overnight – la liquidità che le banche possono ‘parcheggiare’ per un giorno a Francoforte ricevendo in cambio una remunerazione penalizzante pari ad appena lo 0,25% – sono balzati ieri a 411,81 miliardi di euro, una cifra mai toccata nei dodici anni dell’euro.

Sul fronte delle Borse, Milano chiude in calo dello 0,99% a 14.924 punti, mentre l’All Share ha ceduto lo 0,85%. E’ Fonsai ad aggiudicarsi la maglia nera: il titolo della compagnia assicurativa trascina al ribasso il listino principale e cede il 7,93%. Il consiglio di amministrazione ha assunto lo scorso venerdì la decisione di ricapitalizzare la compagnia per 750 mln di euro di accogliere l’offerta di Gavio sulla quota in Igli. A incidere negativamente sul comparto del credito è il record toccato dai depositi overnight presso la Bce, che testimonia la riluttanza delle banche a prestarsi soldi tra loro, con un evidente deterioramento del clima di fiducia. I ribassi si concentrano infatti su questo settore in tutta Europa. A Francoforte, in rialzo dello 0,18%, tra i peggiori del listino figurano Commerzbank (-0,6%) e Deutsche Bank (-0,47%). Poco al di sopra della parità Parigi (+0,03%). Sulla piazza francese a indossare la maglia nera è infatti Credit Agricole, che cede il 2,51%, mentre SocGen lascia sul terreno uno 0,96%. E a Londra, migliore in Europa con un solido rialzo dell’1,02%, tra i pochissimi titoli sotto la parità figurano proprio Lloyds (-0,6%) e Rbs (-0,34%). Bene invece Barclays (+1,6%). Piatta Madrid (-0,12%), che dopo l’allarme recessione lanciato ieri dal governo cresce di appena lo 0,27%.

L’euro chiude invariato a 1,3067 dollari e 101,69 yen, confermando il trend delle ultime sedute, caratterizzate da una scarsa volatilita’. Yen in lievissimo rialzo sul dollaro a 77,81. Deciso ribasso in Borsa per Edison, che regisce male all’annuncio dell’intesa reggiunta tra i principali soci, Edf e A2a, che prevede che i francesi rilevino la quota di Delmi a 0,84 euro per azione. La cifra sarà anche il prezzo massimo che Edf offrirà per l’opa obligatoria sul restante 20% circa di Edison. Il titolo cede l’1,02% a 0,82 euro per azione. Alcune indiscrezioni delle ultime settimane avevano ipotizzato che l’opa potesse arrivare fino a 1 euro per azione; Edf, tuttavia, già in passato non si era detta disponibile a salire oltre quota 0,85 euro. Sul paniere principale corre invece A2a (+1,56% a 0,74 euro) che, sulla base dell’accordo preliminare raggiunto ieri sera con Edf, aggiungerà al 20% di Edipower che gia’ detiene un altro 70% attraverso Delmi, la holding controllata dalla stessa multutility lombarda. Tra le altre società quotate coinvolte nel dossier, sale anche Iren (+0,55% a 0,69 euro).

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