Usò l’automobile del comando della Polizia municipale per fini personali. Il tribunale di Piacenza ha condannato per peculato la comandante dei vigili urbani, Elsa Boemi, a cinque mesi di reclusione e un anno di interdizione ai pubblici uffici (pena però sospesa) per l’uso improprio del veicolo in dotazione alla polizia municipale.

La sentenza di primo grado arriva come una doccia fredda sulla comandante del corpo municipale piacentino, che da un anno riveste il ruolo di imputata davanti al collegio composto dai giudici Marina Marchetti, Monica Fagnoni e Elena Stoppini. I giudici hanno infatti imposto una pena di cinque mesi di reclusione (il pm Antonio Colonna ne chiedeva sei) e un anno di interdizione ai pubblici uffici per l’utilizzo reiterato per due mesi della vettura dei vigili urbani senza le insegne per raggiungere Brescia, sua città di residenza, e tornare a Piacenza.

Secondo i giudici, la comandante ha utilizzato una Fiat Stilo in maniera reiterata per coprire il tragitto Piacenza- Brescia e ritorno nei mesi finali del 2009 e quelli iniziali del 2010. Con la stessa vettura Boemi avrebbe inoltre effettuato un viaggio tra Brescia e Bergamo. Sempre secondo quanto è emerso dalle indagini condotte dalla squadra mobile della Questura di Piacenza, Boemi si sarebbe indebitamente appropriata di 500 euro, computo delle spese autostradali e carburante per aver effettuato 24 viaggi tra Piacenza e Brescia, 22 Brescia- Piacenza e una volta Brescia- Bergamo e ritorno per un totale di 4.100 chilometri.

La comandante ha però sempre respinto le accuse, sostenendo come il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, l’avesse autorizzata all’uso dell’auto di proprietà comunale per essere tempestivamente reperibile a Piacenza in caso di emergenza. Una versione che lo stesso primo cittadino ha avvallato nel corso della sua audizione in qualità di testimone, lo scorso aprile. E proprio per questa deposizione, è lo stesso sindaco che ora rischia di essere iscritto nel registro degli indagati per concorso in peculato con gli atti delle indagini e del processo che il pm Colonna potrebbe rispedire in Procura, coinvolgendo anche Reggi all’interno del processo come coimputato.

Ma il primo cittadino respinge le accuse: “Sono senza macchia e con la coscienza a posto – precisa Reggi durante una conferenza stampa convocata questa mattina nel suo ufficio – e sono talmente confidente che sono tranquillo come un angelo”. L’inquilino di palazzo Mercanti si dice quindi “fortemente sorpreso” dalla condanna della sua comandante, soprattutto “perché le motivazioni della Boemi sono state solide e documentate”. Tant’è che la condanna – seppur sospesa – rimane e, nell’annunciare il ricorso, Reggi non sembra disposto a sostituire la Boemi dal suo incarico di comandante, neanche in virtù dell’opportunità di avere una condannata in primo grado a timone di un comando di Polizia municipale. “E’ una persona seria e competente – prosegue il sindaco – e rimarrà dov’è anche perché, da regolamento, non avrei gli elementi per sollevarla dall’incarico”.

Reggi invita quindi a non confondere “sterco con stracotto” mostrandosi comunque cosciente del fatto che “nei prossimi giorni la politica lancerà razzi in aria” anche perché le elezioni sono alle porte e la condanna della comandante con il possibile coinvolgimento del sindaco nelle indagini, non passerà inosservata nel dibattito politico piacentino.

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